Trattamento sequenziale delle neoplasie ORL
Verso un nuovo standard terapeutico
In una sessione scientifica speciale dell’ASCO 2006 è stato presentato quello che dovrebbe diventare un nuovo standard di chemioterapia d’induzione delle neoplasie ORL in stadio avanzato: l’associazione docetaxel, cisplatino e 5 FU. Un’associazione che riduce del 30% il rischio di mortalità rispetto all’associazione cisplatino-5FU

Marshall Posner, USA |
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Marshall Posner era stato invitato dagli organizzatori dell’ASCO a presiedere una delle due sessioni scientifiche speciali di questa edizione 2006; questa era dedicata alla presentazione, per la prima volta, dei dati relativi all’impatto dell’utilizzo del docetaxel nella chemioterapia d’induzione per le neoplasie ORL.
Lo studio riferito in questa sessione era uno studio internazionale di fase III denominato TAX 324, che aveva come obiettivo il confronto randomizzato tra un protocollo sequenziale che prevedeva l’impiego di una chemioterapia d’induzione con associazione di docetaxel, cisplatino e 5FU, e un protocollo classico di associazione cisplatino + 5FU. Lo studio ha incluso 538 soggetti di 50 centri dell’America del Nord e dell’Europa (abstract).
Questo protocollo sequenziale valutava quindi l’impatto comparativo di questi due protocolli d’induzione, seguiti da chemio-radioterapia e da intervento chirurgico, sulla sopravvivenza globale, il criterio principale dello studio.
Questi pazienti presentavano una neoplasia ORL in stadio avanzato non operabile. In seguito a randomizzazione, questi soggetti sono stati sottoposti a 3 cicli d’induzione nell’ambito di uno o dell’altro braccio di trattamento. Criterio principale dello studio era la sopravvivenza complessiva.
Dopo un follow-up medio di 41,9 mesi la differenza è risultata inequivocabilmente, dal punto di vista statistico, a favore del protocollo comprendente il docetaxel, con il 62,1% dei soggetti di questo gruppo ancora in vita contro il 48,1% del gruppo in trattamento convenzionale (p=0,0058), pari a una riduzione del 30% del rischio di mortalità. In termini di tossicità del protocollo, non vi erano complessivamente delle differenze tra i due bracci.
Nell’86% dei soggetti del gruppo trattato con docetaxel è stata riferita una neutropenia di grado 3/4, contro il 56% dell’altro gruppo, e un neutropenia febbrile nel 12% dei casi (contro il 7%). Il tasso di infezioni neutropeniche, invece, non è risultato statisticamente differente; tutti i soggetti sono stati sottoposti a una profilassi antibiotica sistemica.
Per Marshall Poster “questi risultati sono molto importanti. Materializzano un passo in avanti significativo in un settore nel quale i progressi sono stati rari, e aprono la via a un nuovo standard di trattamento sequenziale che utilizza una chemioterapia d’induzione seguita da radio-chemioterapia. Questo studio evidenzia chiaramente che tale chemioterapia d’induzione con associazione di docetaxel, cisplatino e 5FU è attualmente la più efficace per prolungare la sopravvivenza dei soggetti affetti da una neoplasia ORL in stadio avanzato. Questo protocollo di terapia sequenziale rappresenta un nuovo approccio, e costituirà anche la base per valutare i benefici aggiuntivi che potranno derivare da nuove terapie specifiche”.
Una migliore induzione per preservare la laringe
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G. Calais, Francia |
Subito prima di questa, la sessione plenaria dedicata alle neoplasie ORL ha consentito all’équipe francese di Gilles Calais di riferire i confortanti risultati del TAX 324. Questo studio GORTEC ha valutato l’impatto dell’aggiunta del docetaxel al trattamento d’induzione sui tassi di preservazione della laringe (criterio principale), nei pazienti affetti da neoplasie localmente avanzate della laringe e dell’ipofaringe.
Il protocollo ha arruolato 205 soggetti randomizzati per ricevere 3 cicli d’induzione con o senza docetaxel, in aggiunta a cisplatino e 5FU. In caso di assenza di risposta veniva eseguita una laringectomia totale seguita da radioterapia; nei responder, veniva eseguita solamente la radioterapia.
L’aggiunta del docetaxel ha consentito di raggiungere l’obiettivo del criterio principale, con una percentuale statisticamente più elevata di preservazione della laringe (80,3% versus 57,6%). Per quanto riguarda i criteri secondari (sopravvivenza globale e in assenza di recidiva), è stata riferita una tendenza favorevole a favore del gruppo del docetaxel, che non raggiungeva tuttavia la significatività statistica.
Secondo il ricercatore principale “questi risultati preliminari sono incoraggianti, con un protocollo che permette di aumentare i tassi di preservazione della laringe”.
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