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XXXVII CONGRESSO NAZIONALE
DI CARDIOLOGIA - ANMCO 2006

FIRENZE - Fortezza da Basso
31 maggio - 3 giugno 2006

Notizie FLASH!
ANMCO-HEART CARE FOUNDATION
L’importanza della certificazione di qualità

Non solo scrivere un insieme di norme e procedure, ma utilizzare norme e procedure per far crescere la cultura di chi lavora nell’ambito sanitario per migliorare le cure dei pazienti

 
Un Focus on di ANMCO 2006 è stato dedicato all’Importanza di certificare la qualità, il recente percorso dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri e la Heart Care Foundation appunto per il conseguimento della certificazione di qualità ISO 9001.
 
M. Gorini,
Centro Studi ANMCO

Particolarmente interessate l’intervento di Marco Gorini, del Centro Studi ANMCO, centrato sul tema “ricerca scientifica e qualità”. “La certificazione di qualità si fa perché è di moda e dà prestigio, ma è anche un pre-requisito indispensabile per svolgere certe funzioni, ad esempio essere provider ECM” ha introdotto Gorini. “ Se partiamo dal presupposto che i pazienti sono clienti, allora essere certificati aiuta a lavorare meglio, ovvero serve a dare maggiori garanzie al paziente-cliente”.
“È in questa prospettiva che il Centro Studi s’è messo sulla strada delle certificazione, così che anche le nostre ricerche e i nostri studi possano trarne beneficio” ha aggiunto Gorini. La certificazione e le sue conseguenze – dirette e indirette – servono a coloro che sono i soggetti e gli attori della salute: oltre ai pazienti, ai medici, agli ospedali, alle istituzioni sanitarie. “Perché tutto ciò che si fa è misurato e misurabile, dunque passibile di analisi, per tendere ad un miglioramento continuo” ha detto Gorini, “che in definitiva vuol dire poter avere accesso a cure migliori”.

Un anno di lavoro è costata la certificazione al Centro Studi ANMCO: “Siamo partiti, come tutti, con la collaborazione di un consulente esterno perché interamente, come tutti, non avevamo competenze specifiche” ha spiegato Gorini. “Poi abbiamo individuato un ente certificatore e un responsabile interno per il compito di coordinamento di tutti gli aspetti dell’iniziativa”. Quindi la finalità della certificazione: “Cioè certificare i nostri studi. Dunque, come ideare e strutturare il protocollo, i criteri di ammissione, le pratiche regolatorie. E poi: come passare alla selezione e all’invito del centri partecipanti, alla loro attivazione, come coordinare lo studio nelle sue fasi, come raccogliere i dati, come gestire il database, come effettuare l’analisi statistica, sino alla stesura vera e propria del lavoro o degli abstract e alla divulgazione dei risultati” ha spiegato Gorini.

Insomma, un vero sistema di gestione della qualità: “SGQ vuol dire progettazione, procedure, obiettivi, ricerca delle risorse – umane ed economiche” ha rimarcato Gorini, “tutto finalizzato a quel miglioramento continuo che deve essere la partenza e l’arrivo del nostro operare”. I benefici della SGQ sono tanti e notevoli: “Analisi delle criticità, standardizzazione dei processi affinché tutto funzioni sempre in qualsiasi situazione, indipendentemente dalle persone, definizione di regole e processi efficaci e funzionali, riesame periodico dell’attività svolta”. In conclusione: “Cercare e praticare la certificazione è capire che non si deve solo correrete, ma pensare prima di fare” ha detto Gorini. “La certificazione è un ottimo strumento, efficace, trasparente, soprattutto se applicata agli studi scientifici, perché è utile al governo clinico e tutti gli ambiti organizzativi e gestionali della sanità”.

 
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