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XXXVII CONGRESSO NAZIONALE
DI CARDIOLOGIA - ANMCO 2006

FIRENZE - Fortezza da Basso
31 maggio - 3 giugno 2006

Notizie FLASH!

Il messaggio del Presidente
Un’apertura fatta di propositi e di iniziative,
con la massima attenzione per le attività della FIC

G. Di Pasquale,presidente ANMCO
G. Di Pasquale,
presidente ANMCO

 

Il XXXVII Congresso nazionale di Cardiologia dell’ANMCO è stato aperto, come di consueto, dalla lettura del presidente dell’associazione, Giuseppe Di Pasquale. Alla lettura hanno partecipato Kim Fox, presidente eletto della European Society of Cardiology, che ha ricordato in breve le molte attività dell’ESC, e il breve ma incisivo intervento del Prof. Attilio Maseri, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia, che ha ribadito come la FIC sia la federazione di tutti i cardiologi, e di come, oltre a SIC e ANMCO, si stia definendo la partecipazione concreta di tutte le realtà cardiologiche nazionali. “La FIC è in piena adolescenza” ha detto il Prof. Maseri, “e deve essere ben supportata affinché non abbia a patire tropo dalle crisi e dai dolori della crescenza. Ciò su cui deve puntare la cardiologia italiana è la presenza di tutte le sue componenti, sulla formazione, e sulla ricerca scientifica”. E ha lanciato l’idea, come già esiste per altri settori della medicina, di una “fondazione per sostenere la ricerca della medicina cardiovascolare che abbia il suo centro nel paziente”.

 

K. Fox, presidente eletto ESC
K. Fox,
presidente eletto ESC

Nel suo intervento, Giuseppe Di Pasquale ha posto l’accento sul Presente e sul futuro della cardiologia in Italia, e nelle sue riflessioni sui due anni di presidenza ha sottolineato il grande sforzo compiuto affinché le ultime due edizione del meeting ANMCO abbiano dato grande risalto “alla piena valorizzazione delle comunicazioni e dei poster, e offerto una partecipazione attiva dei giovani”. Dunque, cercare di dare la massima visibilità al frutto della ricerca clinica prodotta nel nostro paese, “che spesso” ha ricordato Di Pasquale, “è svolta dai colleghi più giovani nelle nostre strutture, in un contesto organizzativo sanitario che di certo non incentiva né lo studio né la ricerca in ospedale”.

A.Maseri, presidente FIC
A. Maseri, presidente FIC

 

“Oggi” ha proseguito Di Pasquale, “nel nostro paese sono operative circa 900 strutture cardiologiche, che erogano prestazioni con un buon grado di appropriatezza, e che spesso sanno fare anche ricerca, come dimostrano i risultati dellANMCO Research Center, segno del buon livello culturale e scientifico della cardiologia italiana”. Il quadro, ha però ricordato Di Pasquale, è affetto anche da non poche criticità: “Poche sono le risorse e talvolta distribuite in modo non congruo, la mortalità intraospedaliera dell’infarto è ancora decisamente migliorabile, è da affrontare la mancanza delle UTIC in periferia e il loro ruolo nella rete dell’emergenza, è da sviluppare il percorso hub and spoke, e l’identità del cardiologo spesso oscilla fra la figura di un superspecialista tecnologo e quella di un clinico che dovrebbe sapere tutto”. E ha aggiunto: “C’è da puntare sulle competenze multidisciplinari del cardiologo, che deve essere capace di rapportarsi sempre col collega emodinamista, nefrologo, diabetologo...”. “Insomma: da una pur corretta cardiologia high tech si deve andare verso l’high touch” ha precisato Di Pasquale, “per ribadire la centralità del paziente”.

Questo, in sostanza, la linea-guida che ha selezionato i temi delle sessioni plenarie, che investono le principali problematiche di interesse per il cardiologo clinico, ha detto Di Pasquale: “lo scompenso cardiaco, gli aspetti organizzativi delle UTIC, l’interventistica cardiovascolare”. I contributi alle quattro intense giornate di lavori sono “la conseguenza dell’impegno e del contributo ideativo delle Aree dell’associazione, le entità regionali, i singoli soci,come pire le altre società cardiologiche e gruppi di studio affiliati alla Federazione Italiana di Cardiologia” ha sottolineato il presidente dell’ANMCO. Senza dimenticare, com’è poi tradizione del congresso, gli eventi svolti in collaborazione con la European Society of Cardiology, l’Istituto Superiore di Sanità e quelle società scientifiche non cardiologiche (come l’Associazione Medici Diabetologi e la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale) con le quali l’ANMCO collabora da tempo.

“Relativamente alle principali criticità della cardiologia, le diverse problematiche verranno focalizzate con contributi propositivi nell’ambito dell’ormai immancabile Simposio organizzativo” ha detto Di Pasquale. E ha ricordato: “Come di consueto, una sessione apposita sarà dedicata agli studi clinici dell’ANMCO, che costituiscono un modello di ricerca clinica collaborativa indipendente svolta sul campo, la cui originalità è riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale”.
Il fittissimo programma scientifico sar à completato dai simposi tradizionali e dagli eventi seminariali a carattere fortemente interattivo (How to, Controversie, Focus on e Clinical Round). Sono inoltre previsti minimaster su argomenti di clinical competence e temi emergenti, quali la terapia cellulare e il risk management, le Live Session di interventistica cardiovascolare e la sessione di presentazione delle tecnologie cardiologiche emergenti.“Senza dimenticare” ha aggiunto Di Pasquale, “che il meeting 2006 consoliderà la propria struttura tridimensionale con il Cardionursing ANMCO, dedicato al personale infermieristico, e il Cardiogeneralist ANMCO, sviluppato nell’ambito della strategia collaborativa con la medicina generale, che si svolgeranno in parallelo alle giornate congressuali destinate ai cardiologi”.

Ultima, doverosa menzione, alla Heart Care Foundation, che sarà presente durante il congresso con una serie di eventi che hanno l’obiettivo di coinvolgere anche i non cardiologi e i cittadini su temi di educazione sanitaria e promozione della salute in ambito cardiovascolare.

 
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