Late-Breaking Clinical Trials
Le vitamine non rallentano lo sviluppo delle patologie cardiovascolari nelle donne ad alto rischio

Le vitamine antiossidanti e l’acido folico non hanno rallentato lo sviluppo delle patologie cardiovascolari nelle donne ad alto rischio in due studi clinici randomizzati di lunga durata, in base a quanto riportato dai ricercatori alle Scientific Sessions 2006.
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C.M. Albert, USA |
I risultati del Women's Antioxidant and Folic Acid Cardiovascular Study (WAFACS) sono stati presentati nella sessione dei Late-Breaking Clinical Trials. "Il nostro studio non suggerisce che l’assunzione di acido folico, vitamina B6 o vitamina B12 con lo scopo primario di prevenire le malattie cardiovascolari (MCV) sia utile. Le donne che stanno assumendo tali vitamine a questo scopo possono decidere di sospenderle” ha affermato Christine M. Albert, autrice principale dello studio e direttrice del centro per la prevenzione delle aritmie del Brigham and Women's Hospital, a Boston (USA).
I ricercatori non hanno documentato alcun effetto avverso in seguito all’assunzione delle vitamine e hanno sostenuto che esistono motivi non cardiologici per assumerle, compresa la gravidanza, quando il fabbisogno nutrizionale di una donna è maggiore. L’assunzione di supplementi di acido folico è stata associata con una riduzione di difetti del cervello e del midollo spinale alla nascita.
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Il WAFACS è uno studio randomizzato e controllato con placebo sull’acido folico e altre vitamine del gruppo B in un sottogruppo di 5442 donne nell’ambito di uno studio di maggiori dimensioni chiamato Women's Antioxidant Cardiovascular Study (WACS). Lo studio WACS è uno studio randomizzato e controllato con placebo sulle vitamine antiossidanti che ha compreso 8171 donne. Le partecipanti erano tutte professioniste della salute di età superiore a 40 anni con una storia di MCV o ad alto rischio per la presenza di due, tre o più fattori di rischio per le MCV, come ipertensione arteriosa, elevati livelli di colesterolo, diabete e fumo.
I ricercatori hanno messo a confronto gli effetti di un’associazione di acido folico (2,5 mg/die), vitamina B6 (50 mg/die) e vitamina B12 (1 mg/die) con il placebo in termini di riduzione del rischio di eventi vascolari maggiori, compresi la malattia coronarica, l’infarto miocardico e l’ictus. I ricercatori hanno seguito le donne per 7,3 anni e hanno controllato eventi quali infarto miocardico, ictus, procedure di rivascolarizzazione miocardica e decessi per motivi cardiovascolari. Essi hanno documentato che le donne che assumevano l’associazione acido folico/vitamina B6/B12 avevano la medesima probabilità di presentare un evento vascolare maggiore rispetto alle donne in placebo. I ricercatori hanno anche valutato se la riduzione dei livelli di omocisteina conseguente all’assunzione di acido folico risultasse associata a una riduzione degli eventi cardiovascolari.
Alcuni studi precedenti hanno documentato un’associazione fra elevati livelli ematici di omocisteina e un incremento del rischio di MCV. Tuttavia, non è noto se l’omocisteina costituisca un fattore di rischio o un marcatore di una patologia cardiovascolare pre-esistente. “Questo studio sembra sostenere l’ipotesi secondo cui l’omocisteina è un marker” ha detto Albert.
Nello studio sulle vitamine antiossidanti, il WACS, i ricercatori hanno “documentato l’assenza di benefici cardiovascolari in seguito all’assunzione di tre antiossidanti – vitamina C, vitamina E e beta-carotene – sull’endpoint primario costituito dalle MCV in un follow-up di 9,4 anni” ha ricordato Joann Manson, responsabile della divisione di medicina preventiva presso il Brigham and Women's Hospital di Boston. Mentre i precedenti studi clinici randomizzati non sono riusciti a documentare l’evidenza che gli antiossidanti abbiano effetti positivi nei confronti delle MCV, il WACS è stato il primo trial a esaminare l’effetto della sola vitamina C sul rischio di MCV.
In un’analisi per sottogruppi pre-specificata del WACS, le donne randomizzate alla vitamina C e che fumavano o presentavano tre o più fattori di rischio, ma non presentavano una MCV, sembravano avere un rischio di ictus ridotto. Anche le donne con una pregressa MCV che assumevano la vitamina E presentavano una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari.
Sebbene tali rilievi possano essere dovuti al caso, saranno necessari studi ulteriori per chiarire questa materia, hanno concluso i ricercatori.
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