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American Heart Association
2006 Scientific Sessions
Chicago (Illinois),
12-15 novembre 2006
12 novembre

MEDICINA PREVENTIVA
La presenza di calcio comporta un migliore utilizzo delle statine e dell’aspirina in soggetti di sesso maschile asintomatici

 

Il rilievo di calcio a livello delle arterie coronarie (CAC) mediante la tomografia computerizzata a fascio di elettroni (electron beam computed tomography [EBCT]) sembra migliorare l’utilizzo dei presidi di medicina preventiva in soggetti di sesso maschile asintomatici in misura maggiore e in aggiunta rispetto alla presenza dei fattori di rischio tradizionali, in base ai nuovi dati del Prospective Army Coronary Calcium (PACC) Project. Se un migliore utilizzo dei farmaci per la prevenzione comporti un miglioramento degli eventi clinici resta al momento ignoto, ma – in base a quanto affermato da Allen J. Taylor, del Walter Reed Army Medical Center di Washington, DC – prendere in seria considerazione i risultati della EBCT nel trattamento dei pazienti è un pezzo importante del puzzle che siamo chiamati a ricomporre in ciascun paziente.

 
A.J. Taylor, USA

“Abbiamo imparato che il calcio coronarico costituisce un predittore di rischio indipendente, ma l’obiezione più frequente contro la EBCT era che essa non comporta modifiche in termini di trattamento o di eventi” ha detto Taylor durante una sessione di poster all’AHA 2006. "Per la prima volta il trattamento del paziente risulta modificato dai risultati della EBCT”.

Taylor e colleghi hanno valutato l’utilizzo di aspirina, statine e dell’associazione di questi due farmaci in 1640 uomini di età compresa fra 40 e 50 anni arruolati nel progetto PACC, una iniziativa di screening di popolazione in soggetti di sesso maschile asintomatici e per il resto in buona salute. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti alla valutazione dei fattori di rischio tradizionali e alla EBCT all’inizio dello studio.

L’utilizzo delle statine e dell’aspirina di base è risultato superiore nei pazienti le cui arterie coronariche presentavano dei depositi di calcio rispetto all’assenza di CAC (circa 10% vs 5% per le statine e 18% vs 10% per l’aspirina), il che riflette una valutazione più complessa e globale dei fattori di rischio. Nell’arco dei sei anni di follow-up, l’utilizzo sia delle statine che dell’aspirina è aumentato fino a un tasso superiore nei pazienti con CAC alla EBCT di base; le curve disegnate per entrambi questi farmaci divergono chiaramente dopo la EBCT basale.

Utilizzo dei farmaci a sei anni di follow-up sulla base del punteggio del calcio

Farmaco

No CAC

CAC

p

Statina

15,5

48,5

<0,001

Aspirina

32,3

53,0

<0,01


Taylor e colleghi hanno anche valutato se l’incremento dell’utilizzo dei farmaci preventivi associato con la presenza di CAC fosse indipendente da quanto indicato dai criteri del National Cholesterol Education Program (NCEP), basati sui fattori di rischio tradizionali. Essi hanno concluso che, dopo aver escluso coloro che utilizzavano i farmaci di base e dopo aver controllato i dati in base alle variabili di rischio del NCEP, il CAC era ancora associato in maniera indipendente con un tasso significativamente superiore di utilizzo delle statine, dell’aspirina o di entrambi. L’odds ratio per l’utilizzo dei farmaci basato sui soli fattori di rischio del NCEP era drasticamente inferiore. Gli odds ratio erano immodificati dopo aver ricontrollato i dati in base a depressione, somatizzazione, grado di attività fisica, regime alimentare, reddito e grado di istruzione.

Odds ratio per l’utilizzo del farmaco, in base alla presenza di CAC
o di fattori di rischio NCEP

Variabile

Odds ratio, CAC (IC al 95%)

Odds ratio, fattori di rischio NCEP (IC al 95%)

Uso di statina

3,53 (2,66-4,69)

1,37 (1,20-1,57)

Uso di aspirina

3,05 (2,30-4,05)

1,25 (1,10-1,42)

Uso di statina e aspirina

6,97 (4,81-10,10)

1,52 (1,27-1,82)

"Siamo di fronte a qualcosa di nuovo che viene sempre più riconosciuto come indicatore di rischio, oltre e ancora di più rispetto ai fattori di rischio tradizionali, con un conseguente maggior utilizzo della medicina preventiva” ha asserito Taylor. “La domanda a cui non siamo in grado di rispondere è se tutto questo sia voluto più dal paziente o dal medico. A ogni modo, ricordo che si tratta del primo studio di screening di popolazione che documenta che il trattamento dei pazienti si modifica dopo l’esecuzione di una EBCT; si tratta quindi di un importante progresso nella nostra considerazione di questo test nell’ambito della prevenzione cardiovascolare”.

Alla domanda se queste modifiche nel trattamento dei pazienti comportino un miglioramento della prognosi, Taylor ha risposto che solo uno studio clinico randomizzato e controllato potrebbe fornire la risposta definitiva. “Tuttavia, ha aggiunto, è improbabile che venga eseguito uno studio di questo genere, in quanto è ormai difficile negare l’aspirina e la statina a questa categoria di pazienti. Si tratta a mio parere di un passo nella giusta direzione.”

 
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