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American Heart Association
2006 Scientific Sessions
Chicago (Illinois),
12-15 novembre 2006
12 novembre

ARITMIE
La collera intensa si associa con aritmie
potenzialmente fatali

 

Gli episodi acuti di ira possono causare disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente fatali, hanno riferito i ricercatori all’AHA 2006

Per sostenere queste affermazioni sono stati utilizzati gli elettrogrammi endocavitari registrati e memorizzati dai moderni defibrillatori impiantabili (ICD). "Studi precedenti hanno documentato che l’ira modifica le proprietà elettriche del cuore, rendendolo più vulnerabile a pericolosi disturbi del ritmo” ha sostenuto Christine M. Albert, autore principale dello studio (Abstract 3873/P35) e direttore del Center for Arrhythmia Prevention del Brigham and Women's Hospital di Boston. "Il nostro studio Triggers of Ventricular Arrhythmia ha considerato questa teoria in una popolazione di pazienti portatori di un ICD, il che ha reso possibile valutare la connessione fra il livello di ira riferito dal paziente e lo sviluppo di un disturbo del ritmo cardiaco potenzialmente fatale”.

 
C.M. Albert, USA

I ricercatori hanno arruolato 1188 pazienti con un ICD in uno studio della durata di 2 anni che ha coinvolto oltre 30 centri in tutti gli Stati Uniti. Ai pazienti venivano chieste le abitudini di vita e la loro anamnesi medica. Essi venivano inoltre interrogati su quanto frequentemente sperimentassero quattro livelli di ira (lievemente arrabbiato, moderatamente arrabbiato, molto arrabbiato e furioso).

Veniva loro raccomandato di riferire la loro esperienza ogni volta che l’ICD erogava uno shock. Essi dovevano inoltre riempire un questionario circa la loro esperienza e le loro emozioni prima dello shock. I ricercatori rivedevano quindi gli elettrogrammi immagazzinati nell’ICD prima e durante l’evento. Questa informazioni veniva utilizzata per stabilire la probabilità con cui i pazienti presentavano un’aritmia rischiosa per la vita entro un’ora da un episodio di collera di entità da moderata a elevata.

I ricercatori hanno ottenuto i dati relative a 271 eventi. In 199 di questi casi, gli shock erano appropriati, cioè relativi a una fibrillazione ventricolare (FV) o a una tachicardia ventricolare (TV). Di questi 199 shock, 15 (7,5%) erano preceduti da un episodio di collera di entità almeno moderata nell’ora precedente la scarica.

"Abbiamo documentato che la probabilità di una FV o TV (con uno shock dell’ICD) è di 3,2 volte superiore in seguito a un episodio di ira di entità almeno moderata, rispetto ai periodi di assenza di collera” ha sostenuto Albert. “Se il paziente si dichiarava molto arrabbiato o furioso, il rischio di uno shock dell’ICD per un disturbo del ritmo pericoloso per la sopravvivenza risultava aumentato di circa 16,7 volte”.

I ricercatori hanno documentato anche che i pazienti più vulnerabili alla FV o alla TV in concomitanza di un episodio di ira avevano i cuori ammalati in maniera più grave, avevano ricevuto l’impianto dell’ICD di recente o avevano già ricevuto shock dell’ICD in precedenza. Gli shock, certamente necessari per la sopravvivenza, sono dolorosi e provocano stress psicologico nei pazienti portatori di un ICD, hanno sostenuto i ricercatori. Diversi altri studi suggeriscono che i pazienti con shock frequenti hanno una prognosi peggiore rispetto ai pazienti che hanno un numero inferiore di shock.

 

"Medici e pazienti desiderano evitare gli shock" ha detto Albert. "I nostri risultati suggeriscono che le emozioni, in particolare l’ira, possono scatenare aritmie pericolose e shock da parte dei dispositivi impiantabili. Ė auspicabile che informare i medici, i pazienti e le loro famiglie circa questi rischi possa essere d’aiuto per ridurre al minimo gli episodi di collera; è particolarmente utile un trattamento mirato alla riduzione dell’ira nei pazienti che hanno ricevuto shock dell’ICD in concomitanza con episodi di collera”.

Co-autori: Rachel Lampert; Jamie B. Conti; Mina K. Chung; Paul J. Wang; James E. Muller; Murray A. Mittleman.
Lo studio è stato finanziato dal National Heart, Lung and Blood Institute e dalla Guidant Foundation, Guidant Cardiac Rhythm Management.

 
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