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American College of Cardiology
55th Annual Scientific Session
Atlanta (Georgia), 11-14 marzo 2006

14 marzo

L’ESPERIENZA DEI CARDIOLOGI
Gli insegnamenti di Katrina


 

Una speciale comunicazione circa l’esperienza personale di un cardiologo che ha vissuto l’uragano Katrina ha coinvolto e commosso l’uditorio del congresso 2006 dell’American College of Cardiology. E, sebbene la vita sia ancora molto lontana dalla normalità a New Orleans, il Dott. Patrick C. Breaux si è detto del tutto favorevole alla decisione dell’ACC di ritornare in quella città per il congresso del prossimo anno.

 
P. Breaux, USA

Breaux ha riferito la propria personale esperienza durante l’uragano e ha ammesso: “Prima di questa esperienza, non avevo mai usato un computer”. Lo scenario di ospedali sommersi dall’acqua, in cui le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica sono state distrutte nel giro di pochissimo tempo ci ha mostrato l’importanza degli archivi informatici.

A 6 mesi di distanza, la situazione è ancora lontana dall’essere tornata alla normalità. Attualmente, solo 187.000 persone risiedono a New Orleans, 200.000 case sono danneggiate e 445.000 persone hanno perso il proprio lavoro.

Dal punto di vista delle strutture sanitarie, solo tre ospedali su nove hanno riaperto, ma non lavorano ancora al ritmo precedente l’uragano. Solo 1000 medici su 6000 sono ritornati e ci sono solo 2000 posti letto ospedalieri, in confronto con i 4000 disponibili prima dell’uragano, ha affermato Breaux.

E, se da un lato egli ha riconosciuto che i problemi sanitari di New Orleans prima e dopo l’uragano non hanno una soluzione magica, “è chiaro tuttavia che esistono due livelli di assistenza sanitaria, uno per i pazienti con un’assicurazione medica, e l’altro per coloro che ne sono sprovvisti”. I presidi sanitari dell’esercito statunitense hanno certamente salvato delle vite, se non immediatamente durante l’uragano, soprattutto nei mesi successivi.

Il disastro a cui tutto il mondo ha assistito grazie ai mezzi di informazione, con le immagini di corpi di cittadini defunti lasciati in strada per giorni, anziani lasciati morire in centri di lungodegenza e uomini, donne e bambini abbandonati al loro infausto destino, deve costituire un monito e un insegnamento prezioso per il futuro; è necessario prepararsi ad affrontare simili emergenze, riorganizzando risorse umane ed economiche.

È necessario riqualificare ospedali e centri sanitari in generale, favorendo l’utilizzo dei computer e la creazione di archivi informatici ed è inoltre auspicabile ridurre sempre più gli uomini e i mezzi impegnati in guerre, per favorire l’impiego di queste preziose risorse nel caso di emergenze interne.

 Linda Pellini

 
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