ETÀ E MALATTIE CV
Le complicanze legate all’età
e la necessità di porre fine ai pregiudizi
Se le malattie aumentano con l’età, le cure invece si riducono. Un paradosso esaminato in due studi
La definizione medica di persona anziana resta non chiara, ma i geriatri statunitensi definiscono il “giovane-anziano” come l’individuo di età compresa fra 65 e 74 anni, l’”anziano intermedio” come quello di età compresa fra 75 e 84 anni e l’”anziano-anziano” come l’individuo di età uguale o superiore agli 85 anni. Ad Atlanta, due studi hanno richiamato l’attenzione sulla popolazione degli “anziani-anziani”, sottolineando che si tratta della popolazione con le problematiche più urgenti e croniche.
Il primo studio ha compreso 5577 nonagenari con una sindrome coronarica acuta. Questo studio conferma innanzitutto che i pazienti che raggiungono questa età presentano molti meno fattori di rischio rispetto alla popolazione giovane (numero inferiore di fumatori, obesi, diabetici e ipercolesterolemici).
Come si può ben immaginare, questa popolazione anziana presenta molti più problemi di salute durante il ricovero (insufficienza cardiaca grave, infarto o emorragie, morte). Un fattore sorprendente è il limitato utilizzo di cure in questi cardiopatici. Questi anziani non vengono trattati con i farmaci e i provvedimenti di cui avrebbero bisogno; probabilmente, se i medici utilizzassero tutti i trattamenti, le condizioni di questi pazienti migliorerebbero.
| |
 |
Il secondo studio ha preso in considerazione la fibrillazione atriale, il disturbo del ritmo cardiaco più comune, presente in oltre 5000 pazienti, compresi 671 pazienti ultraottantenni. Anche in questo caso è stato rilevato che – quanto più avanzata è l’età del paziente – tanto più il sistema di trattamento a lungo termine lascia a desiderare. In particolare, la terapia anticoagulante è prescritta in un numero di casi significativamente inferiore, nonostante la sua efficacia, soprattutto in una popolazione in cui il rischio di episodi tromboembolici è molto più elevato. Come nello studio precedente, anche in questo si conclude che il sistema di cura delle persone più anziane non segue i dettami delle linee-guida e del consenso degli esperti, ma resta dominato da pregiudizi che tengono conto soprattutto delle complicanze legate all’età.
Mentre alcuni pesi stanno cercando di ovviare a queste problematiche istituendo unità di terapia intensiva esclusivamente dedicate agli ultrasettantacinqenni, è certamente giunto il momento di distinguere fra età anagrafica ed età fisiologica. Tuttavia, al momento attuale, nessuno studio scientifico ha trattato questo tema.
Linda Pellini
|