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American College of Cardiology
55th Annual Scientific Session
Atlanta (Georgia), 11-14 marzo 2006

12 marzo
FATTORI DI RISCHIO
Il registro REACH ci fornisce diversi insegnamenti

Il REACH (Reduction of Atherothrombosis for Continued Health) è lo studio internazionale di maggiori dimensioni mai concepito (sono stati reclutati 67.888 pazienti di età superiore ai 45 anni in 44 paesi) per valutare i fattori di rischio cardiovascolari in pazienti affetti da aterosclerosi arruolati quando non avevano ancora presentato un evento acuto

 

I primi risultati pubblicati poche settimane fa sul Journal of the American Medical Association (JAMA) hanno documentato l’elevata prevalenza di fattori di rischio quali obesità, ipertensione, anomalie della glicemia e fumo di sigaretta, così come di un uso insufficiente di terapie raccomandate come statine e aspirina. I risultati del registro REACH (Reduction of Atherothrombosis for Continued Health) presentati al congresso ACC 2006 hanno fornito i dati del follow-up a un anno nel 92% della coorte in studio.

Il tasso di eventi maggiori durante il primo anno è risultato del 12%, con un tasso di mortalità per cause cardiovascolari pari all’1,5%. Questi tassi sono risultati di circa tre volte più elevati nei pazienti con un evento cardiovascolare pregresso (sintomatici), rispetto ai pazienti con nessun fattore di rischio cardiovascolare (asintomatico). Tutti i pazienti sintomatici, qualunque fosse la loro collocazione iniziale, sono risultati esposti allo stesso tipo di eventi. L’associazione di diverse localizzazioni della patologia ha esposto i pazienti a un aumento del rischio di eventi.

Nel caso di una localizzazione coronarica, il rischio di una procedura di rivascolarizzazione durante il primo anno non è trascurabile, con il 3,7% dei pazienti sottoposti a una rivascolarizzazione percutanea e l’1,3% trattato con l’intervento chirurgico di bypas aortocoronarico. Allo stesso modo, nei pazienti affetti da un’arteriopatia obliterante degli arti inferiori, il tasso di rivascolarizzazione chirurgica e percutanea è risultato del 3,9% e del 5,1%, rispettivamente.

Esistono importanti disparità regionali, con il maggior tasso di eventi nell’Europa orientale e nel Medio Oriente e il minor tasso di eventi in Giappone.
Questo studio, che darà certamente luogo a diverse pubblicazione (il periodo di follow-up è stato prolungato da 2 a 4 anni), ha per ora focalizzato il proprio interessa sulla multiformità della malattia atrotrombotica e sui molteplici insuccessi nella sua prevenzione. La sua gravità è evidente se si considera il tasso annuale di eventi maggiori, pari al 3,5%, con un tasso del 5% di procedure di rivascolarizzazione coronarica e un tasso superiore al 10% di rivascolarizzazione arteriosa periferica.

Philip Durando

Bibliografia di riferimento
Bhatt DL, Steg PG, Ohman EM, Hirsch AT, Ikeda Y, Mas JL, Goto S, Liau CS, Richard AJ, Rother J, Wilson PW ; REACH Registry Investigators. International prevalence, recognition, and treatment of cardiovascular risk factors in outpatients with atherothrombosis. JAMA 2006 Jan 11;295(2):180-189.

 
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