CUORE E ATLETI
Un “invecchiamento” precoce per ex-glorie sportive
Tra gli atleti che hanno fatto uso di anabolizzanti a dosi elevate il numero di morti improvvise è due volte maggiore
Gli anabolizzanti sono proibiti, ma funzionano. Niente è altrettanto efficace per migliorare la massa muscolare o le proprie prestazioni; se però vengono assunti a dosi elevate è il cuore a farne le spese, perché provocano uno sviluppo anarchico del tessuto cardiaco che non ne assicura più un corretto funzionamento.
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Prof. F. Furlanello,
Milano |
In Italia il problema del doping ha origini antiche e interessa i clinici, che ora devono occuparsi di pazienti sportivi o di ex atleti che “ai loro tempi” sono stati mal consigliati, e oggi alcuni di loro sono cardiopatici. Per 10 anni, il Prof. Francesco Furlanello (Milano e già presidente della Società Italiana di Cardiologia dello Sport), uno dei massimi esperti di aritmie cardiache degli sportivi, ha studiato 2640 atleti di alto livello e 345 di livello internazionale, tutti di età inferiore a 25 anni. Durante il periodo dello studio ha osservato, in questa élite di atleti, un numero di morti improvvise pari a circa due volte la media. Gli anabolizzanti non sono i soli responsabili di questa ecatombe: praticamente tutti i prodotti illeciti causano effetti nefasti sul muscolo cardiaco, direttamente o indirettamente. Di tutti sono noti i danni al ritmo cardiaco. Anche il fegato può esserne danneggiato. Le conseguenze per queste ex glorie sportive possono essere terribili: questi idoli, a 40 anni sono dei “vecchietti” incapaci di eseguire i più elementari compiti della vita quotidiana.
Prof. Francesco Furlanello, Milano
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