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European Society of Cardiology
ESC Congress 2005

Stoccolma (Svezia)
3-7 settembre 2005

5 settembre

LO STUDIO
I risultati del PCI - CLARITY

 

Presentati all’ES 2005, i risultati dello studio PCI-CLARITY hanno evidenziato che, somministrando ai pazienti clopidogrel prima di un intervento coronarico percutaneo (PCI [percutaneous coronary intervention]), invece che al momento dell’intervento stesso, le possibilità di decesso, di attacco cardiaco o di ictus si riducono del 46%. Questi importanti risultati hanno le potenzialità di indurre dei cambiamenti significativi nella pratica clinica, e salveranno più vite.

All’inizio di quest’anno, Marc Sabatine e coll., del Brigham and Women’s Hospital (Boston, Massachusetts, USA), avevano scoperto che l’antiaggregante orale clopidogrel aiutava a disostruire le arterie chiuse, riducendo del 31% le probabilità di un secondo attacco cardiaco (studio CLARITY-TIMI 28).

Sabatine e coll. Hanno ora osservato che, somministrando il farmaco prima di una procedura di PCI, esso offre una marcata protezione nei confronti delle principali complicanze. Ogni anno, nel mondo, i cardiologi sottopongono a PCI (o ad angioplastica) più di due milioni di pazienti, per ridurre i restringimenti coronarici. La maggior parte delle procedure riguarda l’inserimento di uno stent coronarico, che aiuti l’arteria a rimanere pervia.In tale prospettiva Marc Sabatine ha affermato: “I pazienti sottoposti a PCI ricevono routinariamente il clopidogrel al termine della procedura, al fine di prevenirne le complicanze. Noi abbiamo scoperto che iniziare il trattamento con clopidogrel prima della procedura stessa determina una significativa riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare e di complicanze ischemiche conseguenti l’angioplastica”.

 
M. Sabatine, USA

Nello specifico, lo studio PCI-CLARITY ha analizzato 1863 soggetti con recente attacco cardiaco ricoverati per sottoporsi a PCI. Al momento del ricovero ospedaliero 933 soggetti sono stati randomizzati per ricevere clopidogrel (dose iniziale di 300 mg, poi 75 mg una volta/die), e 930 per il placebo. Gli outcome primari erano la mortalità, la recidiva di infarto o di ictus dal momento della PCI a 30 giorni dopo la randomizzazione. I ricercatori hanno rilevato che il pre-trattamento con clopidogrel riduce le probabilità di decesso, di attacco cardiaco ricorrente o di ictus del 46 percento.
Il pre-trattamento riduce inoltre del 38% la probabilità di un nuovo attacco cardiaco o di ictus durante il periodo in attesa della PCI. Il pre-trattamento è vantaggioso indipendentemente dall’età e dal sesso del soggetto, o dal lasso di tempo precedente l’intervento.

Commentando tali risultati, Christopher Cannon, principale ricercatore del CLARITY-TIMI 28, ha sottolineato: “Ogni 23 soggetti trattati con clopidogrel prima della PCI, è stato evitato un evento cardiovascolare maggiore”. Ed Eugene Braunwald, uno degli autori, ha affermato: “I dati del CLARITY-TIMI 28 hanno mostrato l’importanza del clopidogrel nel trattamento degli infarti. Ora abbiamo un’evidenza diretta che tale farmaco aiuti anche a ridurre la possibilità di decesso associata all’angioplastica e alle procedure di posizionamento degli stent. Ritengo che tali risultati rappresentino un importante contributo alle strategie terapeutiche nei pazienti affetti da coronaropatie”.


E. Braunwald, USA
 

Sul PCI-CLARITY e sul CLARITY-TIMI 28si veda il recente articolo su JAMA diDavid J. Moliterno, MD; Steven R. Steinhubl, MD. Clopidogrel for Percutaneous Coronary Revascularization. Time for More Pretreatment, Retreatment, or Both?JAMA. 2005;294:(doi:10.1001/jama.294.10.1271).

http://jama.ama-assn.org/cgi/content/full/294.10.1271v1

Giorgio Aches

 
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