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BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA:
il ruolo dello pneumologo
nella gestione di una patologia sistemica
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PADOVA - AULA I. NIEVO
15-16 APRILE 2005

16 aprile

LA FORMAZIONE
BPCO: una collaborazione
fatta di progetti e iniziative ECM
Lorenzo Corbetta

 

Il convegno di Padova non è stato solo il momento, importante, per analizzare gli aspetti generali e strategici della BPCO e delle sue problematiche, ma anche l’occasione per illustrare i progetti di collaborazione in atto tra specialista e medicina generale che hanno fondamentalmente lo scopo di “formazione e aggiornamento” sulla BPCO e di verifica dell’efficacia della formazione stessa.

Il Progetto Alleanza è stato presentato dal Prof. Pierluigi Paggiaro, direttore della Pneumologia del Dipartimento Cardiotoracico dell’Università degli Studi di Pisa, di cui ne è anche coordinatore con il Dott. Andrea Rossi, primario della Pneumologia di Bergamo. Il progetto parte dall’osservazione che asma e BPCO sono malattie frequentemente sottostimate nella prevalenza (mancata diagnosi) e nella gravità (insufficiente valutazione). Le strategie d’intervento prevedono l’individuazione e la diagnosi precoce dei soggetti a rischio e dei soggetti con forme iniziali pauci o asintomatiche e un precoce trattamento con l’allontanamento dai fattori di rischio e
un’adeguata terapia farmacologica. La spirometria è il gold standard per la diagnosi e valutazione di gravità della BPCO ed essenziale nell’iter diagnostico-terapeutico dell’asma. Obiettivo del Progetto Alleanza è di fornire all’MMG lo spirometro collegato ad un Centro di ascolto di telemedicina per valutare l’ostruzione bronchiale, per poter migliorare la individuazione dei casi, la definizione di gravità e la gestione terapeutica del paziente. È previsto il riferimento volontario allo specialista.

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Al 2 ottobre 2004, 945 MMG hanno inviato 1 o + telespirometrie con una media di 22 telespirometrie/MMG. In questa fase dello studio l’esperienza del Progetto Alleanza ha mostrato che la telespirometria può essere effettuata nell’ambulatorio del MMG, che l’interazione MMG-ITMS permette di ottenere spirometrie in discreta percentuale accettabili secondo standard internazionali, e che la telespirometria sembra permettere un maggior riconoscimento di patologia non diagnosticata, una migliore definizione della patologia ostruttiva, uno stimolo al MMG all’intervento sanitario.

I punti ancora non risolti nel Progetto Alleanza riguardano l’interazione MMG-specialista, in quanto pochi pazienti hanno verificato la diagnosi perché i casi iniziali erano poco disponibili ad ulteriori indagini e per scarsa interazione con lo specialista.

 

Dal punto di vista della qualità una discreta percentuale di telespirometrie giudicate accettabili da ITMS soddisfano i criteri ATS e Office; tale percentuale può aumentare:chiedendo ai pazienti di espirare più a lungo(almeno 6 secondi come da linee guida anziché 3 e chiedendo ai pazienti di effettuare almeno 4 manovre anziché almeno 3 (solitamente la prima è da scartare).

Il progetto ECM “Percorsi clinici in Medicina Respiratoria”, in fase di svolgimento in 3 Centri in Sicilia (Catania, Messina, Palermo), è stato studiato per permettere un continuo scambio interattivo tra specialisti e pneumologi attraverso la presentazione di casi clinici proposti dagli stessi medici di medicina generale che hanno partecipato all’evento. Il Prof. Giuseppe Di Maria, direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Medicina Specialistica di Catania, che ha presentato il progetto, ha evidenziato la numerosa
partecipazione (fino al 180% dei posti disponibili) e l’elevato grado di soddisfazione dei partecipanti.

Il “BPCO Campus ECM” e il “BPCO Campus-Studio osservazionale” sono due progetti che hanno come comune denominatore la metodologia didattica avanzata con il coordinamento del Dott. Giuseppe Ventriglia, responsabile formazione della SIMG, del Dott. Corbetta e del Dott. Bettoncelli. Lo studio osservazionale, in fase di approvazione da parte dei comitati etici, ha lo scopo di studiare l’efficacia della metodologia formativa del BPCO Campus valutando le attitudini diagnostico-terapeutiche e di alcuni parametri di outcome clinico di un campione di MMG e pazienti affetti da BPCO grave prima e dopo un programma di ECM sulla BPCO e sulle linee-guida GOLD. Sarà condotto su 100 medici di medicina generale, afferenti alle ASL di tre regioni italiane (una regione del Nord-Italia, una del Centro-sud e una del Sud-isole).

 

Infine, il Prof. Giorgio W. Canonica, direttore della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Allergologia dell’Università degli Studi di Genova, ha introdotto il nuovo concetto di “Continuing Professional Development” (CPD), che rappresenta un superamento dell’Educazione Continua in Medicina (ECM) e che prevede anche la valutazione dell’impatto che la formazione ha sulle attitudini del professionista e la verifica puntuale delle ricadute a livello assistenziale ed organizzativo. La normativa attuale sta infatti andando sempre più verso il concetto di ricertificazione professionale obbligatoria attraverso lo strumento dell’ECM e del CPD.

La discussione e la tavola rotonda finale, moderata dal Prof. Carlo Grassi, Professore Emerito di Malattie dell’Apparato respiratorio dell’Università di Pavia, ha ripreso il problema della necessità di diffondere quanto più possibile la spirometria non solo per la diagnosi precoce della BPCO ma anche come misura di salute generale, ed ha affrontato il problema di una medicina centrata sul paziente e non sulla malattia. In questo, la BPCO è un paradigma, in quanto quasi sempre associata ad altre patologie che pongono spesso anche problemi di diagnosi differenziale e di trattamento per le possibili interazioni farmacologiche. In questo scenario i medici di medicina generale che hanno la possibilità di conoscere e accedere a tutti i dati clinici del paziente assumono una funzione fondamentale di gestione “internistica” della BPCO e delle patologie correlate o concomitanti.

 
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