BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA: il ruolo dello pneumologo nella gestione di una patologia sistemica UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PADOVA - AULA I. NIEVO
15-16 APRILE 2005
15 aprile
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IL CONGRESSO BPCO: una gestione a “misura” di paziente per una malattia sistemica che coinvolge oltre 4 milioni di italiani
Prof. Leonardo M. Fabbri
La BPCO è una malattia che spesso coesiste, in uno stesso paziente, con altre malattie che concorrono a peggiorare la qualità e le aspettative di vita dei pazienti che ne sono affetti.
LA COMPLESSITÀ DI UNA PATOLOGIA SISTEMICA BPCO: malattia del polmone o qualcosa in più?
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia caratterizzata da una eccessiva risposta infiammatoria del polmone all’inalazione di gas e particelle nocive, in particolare il fumo di sigaretta.
LE NUOVE STRATEGIE TERAPEUTICHE BPCO: ma quante ricadute!
I pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva vanno incontro a frequenti riacutizzazioni della malattia, definite come un peggioramento dei sintomi tale da richiedere il ricorso al medico.
I fattori eziologici della riacutizzazione della BPCO non sono del tutto noti. Il ruolo delle infezioni batteriche, ritenute in passato la causa principale delle riacutizzazioni, è stata recentemente messa in discussione dall’evidenza che molte riacutizzazioni sono dovute ad altri fattori, come infezioni virali o cause ambientali, quali l’inquinamento.
UNA SINDROME COMPLESSA E PROGRESSIVA L'infiammazione nella BPCO e nelle sue riacutizzazioni: fumo, ma non solo...
La broncopneumopatia cronica ostruttiva rappresenta la quinta malattia più diffusa nel pianeta ed è attualmente la quarta causa di morte. Inoltre, tra le malattie più diffuse, è la sola con una tendenza netta alla crescita: secondo stime dell’OMS, nel 2020 diventerà il terzo grande killer dell’umanità, subito dietro le malattie cardio- e cerebrovascolari. La BPCO è una malattia progressiva, caratterizzata da ricorrenti riacutizzazioni, che comportano frequenti ricoveri ospedalieri. E le riacutizzazioni di BPCO rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria. Le strutture sanitarie devono infatti affrontare un numero sempre crescente di pazienti con riacutizzazioni, la cui qualità di vita è gravemente compromessa e con costi in continua crescita.
TOLLERANZA ALLO SFORZO BPCO: che fatica!
Nella Sua relazione al congresso di Padova, il Prof. Paolo Palange, del Dipartimento di Medicina clinica dell’Università la Sapienza di Roma, ha focalizzato l’attenzione sui meccanismi che influiscono sulla ridotta tolleranza allo sforzo che si manifesta nei pazienti con BPCO.
INFIAMMAZIONE E NEOPLASIE Infiammazione e tumore: il doppio gioco del macrofago
Già dalla fine del XIX secolo era noto che le cellule infiammatorie, e in particolar modo i macrofagi, infiltravano i tumori in diversi organi.
UN ESEMPIO DI INFIAMMAZIONE SISTEMICA Aterosclerosi e ipertensione arteriosa: un legame che nasce dall’infiammazione
Prof. Paolo Pauletto
La placca aterosclerotica è una struttura instabile, ha spiegato il Prof. Paolo Pauletto, del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Padova, nel cui cuore necrotico albergano macrofagi e linfociti che, oltre ad essere le cellule cardine dell’immunità, sono anche cellule che con la loro produzione di chemochine, citochine e proteine della fase acuta sembrano acquistare un ruolo sempre più importante nella patogenesi del danno vascolare.
UN'IPOTESI ANCHE PER LO SCOMPENSO Infiammazione sistemica: un affare di cuore
Nel corso del convegno patavino sulla BPCO, il Prof. Roberto Ferrari, del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, Sezione di Cardiologia, dell’Università di Ferrara, ha illustrato come la patogenesi dello scompenso cardiaco, considerato inizialmente un puro disordine emodinamico, sia stata più recentemente associata ad una “ipotesi immunologica-infiammatoria”.
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