POLMONITI E ANTIBIOTICI
La terapia guidata dai livelli di procalcitonina riduce
la quantità di antibiotici utilizzati nelle polmoniti comunitarie
Alcuni ricercatori svedesi hanno riferito che la misurazione dei livelli dell’ormone procalcitonina può ridurre l’utilizzo di antibiotici inutili nei soggetti affetti da polmonite, riducendo i giorni di terapia antibiotica, quando questa è necessaria.
Uno studio su 300 soggetti affetti da polmonite acquisita in comunità ha evidenziato che il numero dei giorni di utilizzo degli antibiotici può essere ridotto della metà, passando dai 12 giorni consueti a 6 in base alla misurazione dei livelli di procalcitonina. Inoltre, il 15% dei soggetti che sarebbero stati generalmente trattati con terapia antibiotica non ne ha ricevuta, grazie al dato ottenuto mediante la determinazione dei livelli di procalcitonina. "Con la terapia guidata dai livelli di procalcitonina è stata drasticamente ridotta la quantità di esposizione agli antibiotici", ha affermato il Dott. Michael Tamm, coautore dello studio e direttore della Pulmonary medicine and pulmonary cell research presso l’Ospedale universitario di Basilea (Svizzera).
I soggetti affetti da polmonite acquisita in comunità sono stati randomizzati per ricevere una terapia antibiotica standard per 10-14 giorni, o antibiotici sulla base dei loro livelli di procalcitonina. La terapia standard è stata somministrata a 101 soggetti, e la terapia guidata dai livelli di procalcitonina a 99. Le caratteristiche basali degli individui dei due gruppi erano simili. Ai soggetti del gruppo della terapia guidata dai livelli di procalcitonina venivano prescritti antibiotici nel caso in cui i livelli dell’ormone fossero uguali o superiori a 0,25 mcg/l, sebbene i medici potessero prescrivere antibiotici nel caso lo avessero ritenuto necessario.
Non sono state evidenziate differenze tra il gruppo sottoposto a terapia standard e quello trattato con terapia guidata dai livelli di procalcitonina, per quanto riguardava gli outcome clinici, radiografici e degli esami di laboratorio; in entrambi i gruppi la mortalità era inoltre del 14% circa.
Il Dott. Tamm ha affermato che i livelli di procalcitonina si elevano solo in risposta a infezioni batteriche, suscettibili di trattamento con antibiotici, e non in risposta a infezioni virali per le quali solitamente gli antibiotici non vengono prescritti.
“È difficile stabilire se un soggetto sia affetto da una polmonite virale o batterica; i dati ematochimici sono estremamente utili” ha affermato il Dott. Tamm."Le analisi sono valide per entrambi i gruppi, e inoltre non sono costose” ha poi detto.
"La terapia guidata dai livelli di procalcitonina non modificherà la pratica clinica nell’immediato, ma rappresenta uno studio preliminare interessante e intrigante" ha commentato il Prof. Andrew Ries, docente di medicina preventiva e familiare presso la University of California di San Diego, USA. "Il costo del trattamento dei pazienti ricoverati affetti da polmonite e la riduzione dei giorni di ospedalizzazione rappresentano dei problemi di grande importanza". “Il nostro è uno studio di dimensioni relativamente limitate e condotto in cieco, che necessita di essere ripetuto con una più vasta e diversa popolazione”, ha concluso il Dott. Tamm.
Massimo Oldani
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