PARTICELLE MORTALI
Microscopiche, colpiscono la nostra salute
e ogni anno in Europa fanno 600 giovani vittime
Quaranta volte più piccole di un granello di sabbia, le micropolveri sono i veri soldati dell’inquinamento. Miscuglio di sostanze organiche e minerali sottoforma solida o liquida, penetrano più o meno profondamente nei polmoni. Provenienti dal carbone, dalle cementerie, dalle fonderie, dall’abrasione dei pneumatici, dalle attività delle miniere o anche dal diossido di azoto emesso dalle auto in circolazione, possono circolare per più giorni e percorrere lunghe distanze.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le ha indicate come il nemico: le micropolveri nell’aria aumentano il rischio di mortalità nei bambini con meno di 12 mesi e in Europa sono all’origine di 600 decessi infantili l’anno. Hanno un effetto nefasto sullo sviluppo delle funzioni polmonari, aggravano asma, tosse o infiammazioni bronchiali, e, a lungo termine, le particelle con una dimensione inferiore ai 2,5 mcm di diametro aumentano il tasso di mortalità del 6%. Vi è un incremento del 12-14% delle neoplasie polmonari per ogni elevazione di 10 mcg/m3 di queste microparticelle.
Identificato il colpevole, sembra però difficile combatterlo: l’OMS, per esempio, non ha potuto stabilire un tasso sotto il quale le concentrazioni di micropolveri nell’aria ambientale non avrebbero alcun impatto sulla salute. Unica certezza, se tale tasso esiste è posto ancora più in basso degli attuali livelli osservati nella regione europea.

Prof.ssa
Tracey Woodruff |
|
La modalità operativa di queste micropolveri nell’organismo, inoltre, lascia perplessi i ricercatori. “Sappiamo che penetrano nelle vie aeree e che si posano negli alveoli” ha spiegato la Prof.ssa Tracey Woodruff, epidemiologa dell’Institute for Health Policy Research, University of California, San Francisco (USA), nel suo intervento Infant Mortality And Ambient Air Pollution. “Sembrerebbe poi che colpiscano il sistema cardiovascolare dei più piccoli e che siano all’origine di morte infantile. È anche possibile che si attacchino al sistema nervoso centrale. Ma è tutto da provare”.
Oltre 120 gli studi al riguardo. Ad esempio, R.C. Pires-Neto et al. hanno valuto le conseguenze delle micropolveri si San Paolo (Brasile) sull’attività secretoria della cavità nasale; C.S. Kim et al. hanno studiato le conseguenze delle microploveri quale fattore critico per la salute; G. Renzetti et al. hanno analizzato delle inquinamento atmosferico sui parametri spirometrici in una popolazione di bambini e adolescenti (6-14) de L’Aquila.
Prima di conoscere la modalità di azione delle particelle e non potendo eliminare l’inquinamento atmosferico, l’OMS spera di far pressione sui governi per ridurre il numero di micropolveri. Obiettivo: ridurre del 50% il numero di bambini vittime dell’inquinamento in vista del 2020.
Anna Grasso
|