Parole da cercare:
Almeno una parola
Tutte le parole
Frase intera
   
  ‹‹‹ Clicca sui pulsanti per vedere il dettaglio dei giorni!

International Conference
of the American Thoracic Society
San Diego - California
23-25 maggio 2005

24 maggio

DIPENDENZA TABAGICA
Cerotti e sedute di gruppo in aiuto dei giovani fumatori

 

Più di un adolescente su tre fuma e il consumo inizia intorno agli undici anni. Per liberarsi da questa dipendenza si attuano programmi di disassuefazione nelle scuole superiori, con successo: otto giovani fumatori su dieci progettano di smettere

Il problema non è più sapere come non iniziare, ma come smettere, perché il contesto è chiaro: l’82% dei fumatori adulti ha fumato la prima sigaretta prima dei 13 anni di età. Oggi, il 35% degli adolescenti fuma, le femmine anche un po’ più dei maschi. Il consumo inizia tra gli 11 e i 13 anni, il problema, a 16 anni, non è più quindi dare consigli sulla prevenzione, ma iniziare una disassuefazione dal tabacco. I “tabaccologi” presenti all’ATS 2005 si sono dunque mostrati molto interessati ai programmi di disassuefazione sviluppati nei college statunitensi, ma anche in Europa.

“Nonostante l’ambiente degli adolescenti sia molto diverso da quello degli adulti, i risultati presentati durante il congresso dimostrano che la base della disassuefazione deve essere la stessa che per l’adulto” cadetto la Prof.ssaKaren Ahijevych, della Colombus University, Ohio (USA), nella sua presnetazone Interventions For Prevention and Early Abstinence for Pediatric and Young Populations. Ad esempio, i cerotti e i chewing-gum alla nicotina hanno efficacia e innocuità paragonabili nei giovani fumatori dipendenti e negli adulti.  
Prof.ssa Karen Ahijevych

Colombus University, Ohio
Così il 18% dei giovani tra gli 11 e i 18 anni che ha utilizzato sostituti nicotinici ha raggiunto l’astinenza dopo 6 mesi contro il solo 2% con placebo. Tali risultati vengono confermati da un altro studio condotto con giovani dai 13 ai 19 anni: entro una settimana, il 50% dei soggetti trattati con cerotti o chewing-gum alla nicotina ha smesso di fumare contro il 26% dei soggetti sotto placebo.

Ma i giovani fumatori hanno voglia di smettere? È effettivamente noto, ha sottolineato la Ahijevych, che senza una reale motivazione le possibilità di successo della disassuefazione sono ridotte. I risultati sono nuovamente sorprendenti: l’82% dei fumatori con età compresa tra gli 11 e i 19 anni dichiara di voler smettere di fumare. Volontà e trattamenti esistono, dunque; resta da proporre un programma di disassuefazione adatto per ciascuna fascia di età.

 

Ora si tende a iniziare a proporre, a chi vuole smettere, di partecipare a incontri di gruppo che prevedono tre sedute della durata di un’ora e mezza ciascuna, durante le quali una decina di fumatori si riuniscono per scambiarsi percezioni sull’intossicazione e per ricevere spiegazioni e consigli. Questa terapia, a volte, è sufficiente per dare il via all’interruzione.

In caso di fallimento, ha ancora detto la Prof.ssa Ahijevych, “tra i fumatori più dipendenti si rivela indispensabile il ricorso al consulto individuale di disassuefazione presso un tabaccologo”. Il procedimento è paragonabile a quello proposto per gli adulti: “valutazione del grado di dipendenza, storia dei precedenti tentativi di interruzione, decisione di un piano e prescrizione di cerotti e chewing-gum alla nicotina”.

Gli esperti presenti all’ATS hanno sottolineato una delle cause più frequenti di mancato successo dei cerotti: “spesso la dose rilasciata è troppo scarsa” ha sintetizzato la Proff.ssa Ahijevych, “la compensazione non è sufficiente e i soggetti, nonostante i cerotti, entrano in astinenza e ricadono”. L’errore sta anche nel prezzo elevato dei cerotti e nel mancato rimborso, che ne frena il consumo. Ecco perché è utile un controllo medico da parte di un esperto in tabaccologia, specialmente durante i primi quindici giorni, per equilibrare bene il bisogno dei sostituti nicotinici.

Interessante anche lo studio presentato dal Dott. G.N. Srivastava, Seven Steps To Give-Up Smoking, condotto su 1200 studenti della Banaras Hindu University di Varanasi (India), dal 200 al 2004, che dimostra i risultati positivi che si possono ottenere con un semplice m a organizzato programma educazionale.

Claudio Terzi

 
Gli articoli del giorno
Asma: i broncodilatatori rallentano la proliferazione delle cellule di muscolo liscio
Studio COSMOS: l’associazione di budesonide e formoterolo nella pratica clinica
Cerotti e sedute di gruppo in aiuto dei giovani fumatori
L’asma negli USA
Microscopiche, colpiscono la nostra salute e ogni anno in Europa fanno 600 giovani vittime
Neoplasie polmonari: le campagne screening possono servire
Localizzazione in 3D dei noduli
La terapia guidata dai livelli di procalcitonina riduce la quantità di antibiotici utilizzati nelle polmoniti comunitarie
IN BREVE
La SARS lascia poche tracce

Cucina, tradizione e inquinamento

Ambiente favorevole

A pagare sono le minoranze

Legal Disclaimer
Le affermazioni e le opinioni contenute nelle relazioni congressuali sono quelle degli Autori, e non vincolano in alcun modo le scelte editoriali di questo report congressuale, così che nessuna responsabilità di alcun tipo possa essere attribuita a CongressoMedico, a Infomedica o all'ATS . Talvolta gli studi presentati possono citare, a scopo informativo, prodotti non ancora approvati dalle competenti autorità; in qualsiasi caso, ogni prodotto menzionato deve essere utilizzato solo ed esclusivamente dalla Classe Medica in accordo con le schede tecniche fornite dalle Aziende produttrici.