DIPENDENZA TABAGICA
Cerotti e sedute di gruppo in aiuto dei giovani fumatori
Più di un adolescente su tre fuma e il consumo inizia intorno agli undici anni. Per liberarsi da questa dipendenza si attuano programmi di disassuefazione nelle scuole superiori, con successo: otto giovani fumatori su dieci progettano di smettere
Il problema non è più sapere come non iniziare, ma come smettere, perché il contesto è chiaro: l’82% dei fumatori adulti ha fumato la prima sigaretta prima dei 13 anni di età. Oggi, il 35% degli adolescenti fuma, le femmine anche un po’ più dei maschi. Il consumo inizia tra gli 11 e i 13 anni, il problema, a 16 anni, non è più quindi dare consigli sulla prevenzione, ma iniziare una disassuefazione dal tabacco. I “tabaccologi” presenti all’ATS 2005 si sono dunque mostrati molto interessati ai programmi di disassuefazione sviluppati nei college statunitensi, ma anche in Europa.
| “Nonostante l’ambiente degli adolescenti sia molto diverso da quello degli adulti, i risultati presentati durante il congresso dimostrano che la base della disassuefazione deve essere la stessa che per l’adulto” cadetto la Prof.ssaKaren Ahijevych, della Colombus University, Ohio (USA), nella sua presnetazone Interventions For Prevention and Early Abstinence for Pediatric and Young Populations. Ad esempio, i cerotti e i chewing-gum alla nicotina hanno efficacia e innocuità paragonabili nei giovani fumatori dipendenti e negli adulti. |
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Prof.ssa Karen Ahijevych
Colombus University, Ohio |
Così il 18% dei giovani tra gli 11 e i 18 anni che ha utilizzato sostituti nicotinici ha raggiunto l’astinenza dopo 6 mesi contro il solo 2% con placebo. Tali risultati vengono confermati da un altro studio condotto con giovani dai 13 ai 19 anni: entro una settimana, il 50% dei soggetti trattati con cerotti o chewing-gum alla nicotina ha smesso di fumare contro il 26% dei soggetti sotto placebo.
Ma i giovani fumatori hanno voglia di smettere? È effettivamente noto, ha sottolineato la Ahijevych, che senza una reale motivazione le possibilità di successo della disassuefazione sono ridotte. I risultati sono nuovamente sorprendenti: l’82% dei fumatori con età compresa tra gli 11 e i 19 anni dichiara di voler smettere di fumare. Volontà e trattamenti esistono, dunque; resta da proporre un programma di disassuefazione adatto per ciascuna fascia di età.
Ora si tende a iniziare a proporre, a chi vuole smettere, di partecipare a incontri di gruppo che prevedono tre sedute della durata di un’ora e mezza ciascuna, durante le quali una decina di fumatori si riuniscono per scambiarsi percezioni sull’intossicazione e per ricevere spiegazioni e consigli. Questa terapia, a volte, è sufficiente per dare il via all’interruzione.
In caso di fallimento, ha ancora detto la Prof.ssa Ahijevych, “tra i fumatori più dipendenti si rivela indispensabile il ricorso al consulto individuale di disassuefazione presso un tabaccologo”. Il procedimento è paragonabile a quello proposto per gli adulti: “valutazione del grado di dipendenza, storia dei precedenti tentativi di interruzione, decisione di un piano e prescrizione di cerotti e chewing-gum alla nicotina”.
Gli esperti presenti all’ATS hanno sottolineato una delle cause più frequenti di mancato successo dei cerotti: “spesso la dose rilasciata è troppo scarsa” ha sintetizzato la Proff.ssa Ahijevych, “la compensazione non è sufficiente e i soggetti, nonostante i cerotti, entrano in astinenza e ricadono”. L’errore sta anche nel prezzo elevato dei cerotti e nel mancato rimborso, che ne frena il consumo. Ecco perché è utile un controllo medico da parte di un esperto in tabaccologia, specialmente durante i primi quindici giorni, per equilibrare bene il bisogno dei sostituti nicotinici.
Interessante anche lo studio presentato dal Dott. G.N. Srivastava, Seven Steps To Give-Up Smoking, condotto su 1200 studenti della Banaras Hindu University di Varanasi (India), dal 200 al 2004, che dimostra i risultati positivi che si possono ottenere con un semplice m a organizzato programma educazionale.
Claudio Terzi
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