L'INTERVISTA
“L'apnea nel sonno non è priva di rischi”
Il Prof. Emmanuel Weitzenblum, pneumologo dell’Ospedale Hautepierre di Strasburgo (Francia), ha presentato all’ATS 2005 un interessante studio che ha analizzato la relazione fra qualità del sonno e qualità della vita nei pazienti affetti da BPCO. A lui congressomedico.it ha posto quattro domande sulle apnee nel sonno.
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| Prof. Emmanuel Weitzenblum,
pneumologo (Ospedale Hautepierre,
Strasburgo, Francia) |
congressomedico.it: La sindrome da apnea nel sonno è una patologia diffusa?
Prof. Emmanuel Weitzenblum: È un’affezione frequente. Uno studio condotto negli Stati Uniti ha mostrato che, in una popolazione di età compresa tra i 30 e i 60 anni, circa il 5% degli uomini è affetto da sindrome da apnea nel sonno e lamenta uno dei sintomi della patologia, spesso la sonnolenza. Tra le donne la frequenza è due volte minore. Altri studi hanno messo in evidenza che in soggetti che non lamentano alcuna manifestazione della patologia, la presenza di apnea oscilla tra il 10 e il 20%.
congressomedico.it: Le apnee nel sonno e il russare sono sempre associati?
Prof. E. Weitzenblum: Quasi tutti i soggetti affetti da apnea russano, ma, al contrario, non tutti coloro che russano ne sono necessariamente affetti. Il russare è una manifestazione molto comune tra gli adulti di sesso maschile, la sua frequenza può raggiungere il 40-50%.
congressomedico.it: Quali sono le principali manifestazioni della patologia?
Prof. E. Weitzenblum: Le manifestazioni notturne vengono rilevate dall’eventuale compagno di letto, che può ben osservare le pause respiratorie durante il sonno. Il russare in questo caso viene interrotto da periodi di calma, seguiti da una ripresa molto rumorosa della respirazione. Spesso il sonno è agitato, a volte accompagnato da movimenti periodici delle gambe. Durante la giornata, le lamentale più frequenti riguardano la sonnolenza, generalmente moderata, l’affaticamento, a volte una riduzione della concentrazione e del rendimento intellettuale che può disturbare il lavoro.
congressomedico.it: La sindrome da apnea presenta dei rischi?
Prof. E. Weitzenblum: Vi sono dei rischi, ma non sono significativi; aumentano per i soggetti giovani, tra i 30 e i 50 anni, fascia di età con la percentuale di mortalità più elevata. Non si tratta tuttavia di rischi trascurabili, poiché è noto che la sindrome da apnea nel sonno favorisce le patologie cardiovascolari, in particolare l’ipertensione, le coronaropatie e gli ictus. Inoltre, la sonnolenza diurna è responsabile di incidenti stradali e sul lavoro.
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