Parole da cercare:
Almeno una parola
Tutte le parole
Frase intera
   
  ‹‹‹ Clicca sui pulsanti per vedere il dettaglio dei giorni!

International Conference
of the American Thoracic Society
San Diego - California
23-25 maggio 2005

23 maggio

NOVITA' DELLA TERAPIA ANTIASMATICA
Dalla sigaretta del 1900… alle biotecnologie,
la terapia antiasmatica compie 100 anni

 

L’American Thoracic Society festeggia quest’anno il suo centenario, un’occasione per valutare il cammino compiuto nel trattamento delle grandi affezioni pneumologiche, dal momento che per l’asma, la prima terapia attiva ha fatto la sua comparsa quasi 100 anni fa quando, nel 1910, un articolo scientifico dimostrava l’efficacia delle iniezioni sottocutanee di adrenalina.

Prima di allora, i medici prescrivevano ai pazienti sigarette antiasmatiche, che contenevano anche costituenti tossici, con risultati evidentemente molto mediocri. La prima grande rivoluzione è avvenuta all’inizio degli anni ’60 del XX secolo con l’avvento dei corticosteroidi, divenuti il riferimento nel trattamento antiasmatico; farmaci con un’evidente efficacia, ma una cattiva tollerabilità dovuta alla loro assunzione per via orale.

Vent’anni più tardi, circa, i corticosteroidi per via inalatoria proponevano ai pazienti un rapporto efficacia/tollerabilità assolutamente accettabile. È ora noto che più il trattamento con corticosteroidi per via inalata è precoce, in più il controllo della patologia è assicurato anche riducendo le dosi del farmaco, e nuovi studi (come quello di Johnson et al. o di Calverley et al.) sempre più lo confermano. Qualche anno più  
tardi, i beta-agonisti per via inalatoria hanno rimpinguato l’arsenale terapeutico già disponibile. Il loro ruolo non è sostituire i corticosteroidi, ma, come ricordato all’ATS 2005, una volta associati a questi ultimi, permettere un ulteriore dell’asma severa-moderata persistente. Infine, gli anni ’90 del secolo scorso hanno visto l’introduzione di una nuova classe terapeutica, gli antileucotrieni, che agiscono sulla flogosi con risultati interessanti in alcuni soggetti affetti da asma da lieve a moderata persistente.

Con il XXI secolo, sembrano imporsi due vie di ricerca: la prima tende a considerare l’asma come una patologia a componente infettiva. Alcuni studi hanno, in effetti, mostrato l’efficacia di taluni antibiotici nel migliorare i sintomi della patologia. La seconda è invece legata alle biotecnologie, che nell’asma, come in molte affezioni, rappresentano una speranza reale. Mentre fino ad ora i trattamenti antiasmatici venivano scoperti in maniera fondamentalmente empirica, senza realmente conoscere la loro modalità d’azione, per le biotecnologie avviene il contrario. Ormai i meccanismi della patologia sono noti e si cerca di bloccarli con farmaci specificamente preparati. Si è ancora nella fase sperimentale, ma gli studi hanno già avuto inizio.

Giorgio Aches

 

Qualche dato

  • L'asma colpisce oltre 100 milioni di persone nel mondo soprattutto bambini..
  • In Italia si ritiene che l'asma colpisca almeno il 10% di bambini e il 5% di adulti (mentre le patologie allergiche delle vie respiratorie in generale, comprese quindi anche le riniti ecc., superano il 20% della popolazione generale).
  • Alcune rilevazioni sui coscritti di leva forniscono una prevalenza del 3,5%, per questo particolare gruppo di età della popolazione maschile.
  • Nell'infanzia, l'asma colpisce più i maschi (rapporto maschi-femmine 2:1), mentre dopo la pubertà la differenza tende ad annullarsi per addirittura invertirsi nell'età adulta.
  • Molto serio, ma spesso trascurato, è il problema dell'asma dell'anziano (distinto da bronchite cronica ed enfisema).
  • Dieci anni fa, nel 1994, la mortalità per asma è stata in Italia di 1425 decessi (749 maschi e 676 femmine; fonte: ISTAT). I decessi per asma risultano in diminuzione dal 1985. I dati di riferimento non sono tuttavia completamente attendibili, data la difficoltà di applicare le disposizioni in materia di causa di morte, soprattutto per quanto concerne le registrazioni dell'asma come malattia prevalente, in particolare quando questa si presenta in concomitanza con altre patologie, come ciò avviene frequentemente per la popolazione nelle più elevate classi di età.
  • La progressiva diffusione dell'asma è riconducibile a diversi fattori, soprattutto ambientali. Infatti, se è corretto ritenere che l'asma colpisca in genere soggetti geneticamente predisposti, è soprattutto l'ambiente (agenti virali, inquinanti vari) a costituire l'elemento che scatena l'ostruzione bronchiale. Numerosi studi hanno dimostrato che il ruolo dei fattori ambientali è superiore a quello dei fattori genetici.
Gli articoli del giorno
Broncopneumopatia cronica ostruttiva: dalla genetica alla clinica

Le donne hanno un’esposizione maggiore rispetto agli uomini, ma la medicina le trascura

L’interferone gamma-1b per la fibrosi polmonare idiopatica
Ipertensione polmonare e iloprost
Il sitaxsentan per il trattamento dell’ipertensione arteriosa
Dalla sigaretta del 1900… alle biotecnologie, la terapia antiasmatica compie 100 anni
“L'apnea nel sonno non è priva di rischi”
Respirazione a pressione positiva continua (CPAP)

La tubercolosi: 8 milioni di persone la contraggono ogni anno

Oltre la metà dei soggetti affetti da tosse cronica presenta sintomi di depressione
La ciclofosfamide può rallentare il declino della funzionalità polmonare nella sclerodermia
Corticosteroidi e corticosteroidi e broncodilatatori in modelli sperimentali di asma e di BPCO
IN BREVE
Hyde Park giova agli asmatici

Messaggi cibernetici utili agli adolescenti

Vivere a Calcutta infiamma

Legal Disclaimer
Le affermazioni e le opinioni contenute nelle relazioni congressuali sono quelle degli Autori, e non vincolano in alcun modo le scelte editoriali di questo report congressuale, così che nessuna responsabilità di alcun tipo possa essere attribuita a CongressoMedico, a Infomedica o all'ATS . Talvolta gli studi presentati possono citare, a scopo informativo, prodotti non ancora approvati dalle competenti autorità; in qualsiasi caso, ogni prodotto menzionato deve essere utilizzato solo ed esclusivamente dalla Classe Medica in accordo con le schede tecniche fornite dalle Aziende produttrici.