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International Conference
of the American Thoracic Society
San Diego - California
23-25 maggio 2005

23 maggio

ARTERIE POLMONARI
Ipertensione polmonare e iloprost

 

Durante la sessione dei Poster tematici sull’ipertensione polmonare dell’ATS 2005, alcuni ricercatori hanno presentato i risultati riguardanti la terapia inalatoria con iloprost per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare (PAH, pulmonary arterial hypertension), una patologia debilitante e potenzialmente letale caratterizzata da elevate pressioni a carico delle arterie polmonari.  

"Questi dati hanno dimostrato la sicurezza e l’efficacia a lungo termine dell’iloprost per via inalatoria nei soggetti in Classe NYHA III e IV” ha riassunto Horst Olschewski, professore e presidente della Divisione di Pneumologia presso l’Università di Medicina di Graz (Austria). “Inoltre, l’efficacia dell’iloprost per via inalatoria dopo interruzione improvvisa depone a favore dell’efficacia di un dosaggio intermittente. Per i medici che prendono in considerazione per i propri pazienti affetti da PAH un trattamento con prostacicline, l’iloprost per via inalatoria fornisce la possibilità di un  

Prof. H. Olschewski, Austria
trattamento non invasivo".

Il Prof. Olschewski e coll. hanno presentato i dati relativi a uno studio di follow-up sulla sicurezza a lungo termine, il dosaggio e l’efficacia clinica della terapia con iloprost per via inalatoria per un periodo superiore ai 2 anni (Safety, Dosing, and Clinical Benefit of 2-Year Therapy with Inhaled Iloprost). 52 soggetti affetti da ipertensione polmonare (PAH), che avevano condotto a termine uno studio preliminare randomizzato e controllato di 12 settimane, sono stati sottoposti a trattamento in aperto con iloprost per via inalatoria per due anni. Lo studio ha dimostrato l’efficacia dell’iloprost per via inalatoria nel trattamento a lungo termine dei soggetti affetti da PAH, con dati riferiti ai due anni indicativi di un beneficio clinico sostanziale, per il cui mantenimento non è inoltre stato richiesto alcun incremento significativo del dosaggio. Lo scompenso cardiaco dovuto a PAH è stato l’effetto collaterale grave più frequente. I 4/30 (13%) soggetti trattati con iloprost che hanno soddisfatto i criteri composti di risposta clinica (aumento superiore al 10% nel test della camminata di 6 minuti + miglioramento della classe NYHA + assenza di deterioramento /decesso) a 12 settimane hanno mantenuto tutti la risposta a 2 anni. Nessuno dei soggetti del gruppo di controllo ha soddisfatto i criteri di risposta a 12 settimane; cinque hanno tuttavia soddisfatto quelli del trattamento a lungo termine con iloprost per via inalatoria. I soggetti con ipertensione polmonare primaria o idiopatica (n=39) hanno presentato un tasso di sopravvivenza a due anni pari al 91% (IC 95%: 75,8%-97,6%), rispetto a una sopravvivenza prevista del 63% relativo a una coorte storica non trattata (in base al registro dell’NIH).

“La terapia intermittente con iloprost per via inalatoria ha migliorato la capacità d’esercizio e l’emodinamica polmonare, riducendo il rischio di sviluppare tolleranza e ricadute; evita inoltre gli inconvenienti e le complicanze associate ai cateteri a permanenza cronica. Questo studio evidenzia che l’iloprost per via inalatoria può essere somministrato a lungo termine in maniera sicura, mantenendo l’efficacia", ha affermato il Prof. Olschewski.

Uno studio a sostegno dell’utilizzo dell’iloprost per via inalatoria nei soggetti affetti da ipertensione arteriosa polmonare in classe NYHA IV
Il Prof. H. Olschewski e coll. hanno anche presentato le analisi di sottogruppo di uno studio randomizzato controllato, della durata di 12 settimane, che ha arruolato 83 soggetti affetti da ipertensione polmonare in classe NYHA IV (patologia trombotica cronica e/o embolica). Lo studio era stato disegnato per confrontare l’efficacia del trattamento con l’iloprost per via inalatoria verso placebo.

I ricercatori hanno riferito che i soggetti dello studio trattati con iloprost per via inalatoria hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo dei parametri di efficienza clinicamente rilevanti. L’endpoint clinico primario dello studio era composto da: 1) un miglioramento nella classe funzionale NYHA, 2) un aumento pari ad almeno il 10% della distanza percorsa in sei minuti, e 3) nessun deterioramento cinico. Per i soggetti di classe IV, la differenza tra i due gruppi si è rivelata statisticamente significativa (p=0,022), con i soggetti trattati con l’iloprost per via inalatoria che hanno ottenuto prestazioni migliori rispetto a quelli del gruppo trattato con placebo. La percentuale di risposta per l’endpoint primario di efficacia tra i soggetti affetti da ipertensione polmonare era del 17% per i soggetti trattati con iloprost per via inalatoria, rispetto al 2% di quelli trattati con placebo (p=0,022).

Mantenimento dell’efficacia clinica dell’iloprost per via inalatoria nell’intervallo tra una dose e l’altra


Prof. L.J. Rubin, USA
 

Il Prof. L.J. Rubin e coll. (Università di San Diego, California, USA) hanno presentato i dati di uno studio controllato con placebo (Maintenance of Clinical Benefit of Inhaled Iloprost during Trough Periods), condotto arruolando 203 soggetti affetti da ipertensione polmonare, sugli effetti di un dosaggio intermittente di iloprost per via inalatoria. Lo studio ha evidenziato che l’iloprost per via inalatoria presenta un’efficacia prolungata nel trattamento dei soggetti affetti da ipertensione polmonare, quando valutati al momento della minor concentrazione durante il ciclo di dosaggio. L’iloprost per via inalatoria veniva regolarmente somministrato durante il giorno, direttamente nei polmoni, ma non durante il sonno.

Nei soggetti trattati con iloprost, la variazione assoluta della distanza percorsa durante una camminata di sei minuti (6-MWD), dopo 12 settimane di terapia, misurata dopo un periodo che oscillava dalle 2 alle 12 ore dall’ultima inalazione, era di +11 +/- 69 m (media +/- DS), rispetto a una riduzione di -11 +/- 82 m nel gruppo trattato con placebo, indicando un miglioramento corretto per il placebo di 22 metri (p=0,052). I parametri emodinamici valutati prima dell’inalazione miglioravano o rimanevano stabili per il gruppo dell’iloprost, rispetto a un significativo deterioramento nel gruppo trattato con placebo, quando confrontati con quelli dell’inizio dello studio (aumento del 10% del PVR, riduzione del 5% del CO, e riduzione del 5% del SVO2 oltre le 12 settimane nel gruppo trattato con placebo).

Mauro Niccoteri

 
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