CHEMIOPREVENZIONE
Impatto presunto delle statine
In ogni edizione dell’ASCO vi sono numerose presentazioni di studi dedicati alla valutazione del potenziale impatto positivo delle statine sullo sviluppo delle neoplasie; il 2005 non ha fatto eccezione, con tre studi dedicati a tale argomento

Vikas Khurana, Shreveport, Louisiana |
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Questi tre studi riguardano l’analisi retrospettiva di una delle banche dati dei Veterans Affairs, con informazioni relative a oltre 1,4 milioni di soggetti viventi in quattro stati nordamericani. Tra questi dati, gli autori si sono dedicati a un’analisi caso-controllo per tre tipi di tumore: il carcinoma della mammella, della prostata e del polmone (abstract # 514, # 1004, # 1006).
Sebbene per ciascun tipo di neoplasia presa singolarmente il numero dei soggetti sia relativamente ridotto, i risultati dell’analisi multivariata sono coerenti e mostrano una tendenza, statisticamente significativa, alla riduzione del rischio relativo di sviluppare uno di questi tre tipi di carcinoma nei soggetti trattati con statine. La dimensione dell’effetto protettivo osservato è paragonabile per il carcinoma della mammella (odd ratio [OR]: 0,49; IC 0,38 - 0,52), per quello della prostata (OR: 0,46; IC 0,45 - 0,48) o per quello del polmone (OR: 0,52; IC 0,49 - 0,52).
Per Vikas Khurana, che ha riferito i propri dati a Orlando, questi risultati indicano che le statine svolgono un ruolo potenziale nella chemioprevenzione tumorale, interferendo probabilmente con diversi meccanismi cellulari inibiti dalla HMG-CoA reduttasi.
Piero Casabianca
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