TRATTAMENTI ADIUVANTI
Carcinoma colorettale e oxaliplatino, la conferma nordamericana
Dopo la dimostrazione europea dello studio Mosaic per i gradi III e IV, il National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project ha studiato l’impatto dell’oxaliplatino associato alla combinazione classica leucovorina/5-FU negli stadi precoci

Norman Wolmark, Pittsburgh |
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Presentato nel corso dell’ASCO 2003, lo studio MOSAIC convalidava il beneficio dell’oxaliplatino nel trattamento del carcinoma colorettale in stadio precoce, in associazione al trattamento convenzionale con leucovorina (LV) e 5-FU, somministrato in infusione secondo gli standard francesi.
I ricercatori nordamericani del National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project hanno cercato di riprodurre tali risultati arruolando 2407 soggetti affetti da carcinoma colorettale operabile allo stadio II e III.
1200 soggetti sono stati trattati con LV e 5-FU in bolo (seguendo gli standard nordamericani) in associazione con oxaliplatino (FLOX), e 1207 soggetti sono stati trattati con la combinazione LV/5-FU. L’obiettivo principale di questo studio era la sopravvivenza in assenza di recidive a 3 anni, rispetto al trattamento convenzionale (abstract # 3500).
Al termine di un follow-up della durata media di 34 mesi, il 76,5% dei soggetti trattati con protocollo FLOX è sopravvissuto libero da malattia, rispetto al 71,6% dei soggetti trattati secondo il protocollo convenzionale (p<0,004), con una riduzione del rischio relativo, quindi, pari al 21%.

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Anche il numero di prime recidive tumorali, di comparsa di una seconda neoplasia primitiva o di decessi è a favore del protocollo FLOX: 272 vs 332 con la combinazione LV/5-FU.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, l’8% dei soggetti del gruppo FLOX ha presentato una neurotossicità di grado III rispetto al solo 1% dei soggetti trattati con LV/5-FU. Per 56 soggetti trattati con FLOX e 34 trattati con LV/5-FU si è reso necessario il ricovero per diarrea o disidratazione. Il numero dei decessi nei due gruppi, invece, è risultato equivalente: 15 nel gruppo FLOX e 14 nel gruppo in trattamento convenzionale.
Secondo Norman Wolmark, il ricercatore principale dello studio, Il lavoro del NSABP rappresenta il primo trial realizzato su soggetti affetti da carcinoma colorettale in stadio precoce prevalentemente nordamericani. I suoi risultati evidenziano che l’aggiunta di oxaliplatino al trattamento di riferimento sembra particolarmente interessante per tutti i pazienti sottoposti a intervento chirurgico per carcinoma colorettale di grado II o III che dopo l’intervento necessitino di chemioterapia adiuvante.
Massimo Fiorito
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