QUALITÀ DELL’ASSISTENZA
L'ASCO richiama alla mobilitazione professionale
Allo stato attuale delle conoscenze, sembra che diversi pazienti non ricevano i trattamenti appropriati per la neoplasia della quale sono affetti. A Orlando, in risposta a questa dichiarazione politicamente scorretta dell’Istituto Americano di Medicina, l’ASCO ha svelato le proprie strategie in merito al problema della qualità assistenziale
Il rimprovero formulato da questo influente istituto si basava non solamente sulle potenziali carenze della qualità individuale nel trattamento dei pazienti, ma soprattutto sull’impossibilità, a tutt’oggi, di misurare e seguire a tutto tondo tale qualità. L’ASCO si è quindi lanciata lungo un percorso volto a valutare, in un primo momento, la qualità dell’assistenza erogata negli Stati Uniti, attraverso uno studio del quale all’ASCO 2005 sono stati presentati i primi risultati.
Questo studio, basato sull’analisi incrociata delle interviste ai pazienti e delle loro cartelle cliniche, è stato condotto in cinque grandi città del Nord America, focalizzandosi sul carcinoma mammario e su quello del colon. Sono stati intervistati 2366 soggetti, le cui cartelle cliniche sono state riesaminate analizzando i dati secondo un centinaio di criteri di valutazione di qualità dell’assistenza.
Sebbene nell’insieme i risultati mostrino una «aderenza» complessivamente elevata agli standard terapeutici convalidati (l’86% per il carcinoma della mammella e il 78% per quello del colon), seguendo i criteri valutati, tali risultati mettono tuttavia in evidenza una grande eterogeneità (per esempio, l’aderenza al criterio chemioterapico adiuvante seguendo le attuali raccomandazioni oscilla dal 29 al 74%), riscontrabile non solo tra un centro e l’altro, ma anche all’interno dello stesso centro, che può essere «di alto rendimento» per un criterio (per esempio, la radioterapia) e minore per un altro, sottolineando la necessità di una valutazione complessiva della qualità assistenziale.
In base a tali risultati, l’ASCO ha deciso di mobilitare i suoi soci per entrare in una seconda fase, volta a sviluppare e a mettere in pratica gli strumenti di misurazione della qualità dell’assistenza, nonché a realizzare un database per un «monitoraggio» continuo.
Aspettando l’attuazione di queste nuove iniziative, l’ASCO ritiene che i pazienti debbano svolgere un ruolo importante in questa mobilitazione, e spera di rendere pubblici i suoi consigli ai pazienti in questo ambito della qualità assistenziale; consigli che si possono riassumere in tre punti:
- Portate con voi la vostra cartella clinica, e chiedete al vostro medico che vi fornisca spiegazioni chiare in merito al suo contenuto.
- Discutete con l’équipe medica delle possibilità terapeutiche e non esitate a porre domande su tali questioni, sugli effetti secondari e sulla loro gestione. Non attendete nel riferire i vostri sintomi.
- Per ottenere il miglior trattamento possibile potrebbe rendersi necessario consultare diversi medici. Non abbiate timore a parlarne con il vostro medico curante e, nel caso in cui fosse necessario, chiedete un secondo parere.
È probabile che la provocatoria osservazione all’origine di questo processo riguardi altre nazioni, oltre gli Stati Uniti, e che alcune delle misure adottate possano ispirare procedimenti sia individuali, sia collettivi.
Piero Casabianca
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