CARCINOMA REALE
La speranza passa dall'antiangiogenesi

Brian Rini, San Francisco |
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Validazione di nuove speranze per i carcinomi renali metastatici a cellule chiare grazie a un nuovo agente antiangiogenico che blocca contemporaneamente i recettori VEGF e PDGF
I recettori del VEGF 1 e 2 e del PDGF-beta sono sovraespressi nei carcinomi renali a cellule chiare, dei quali è nota la pessima prognosi. L’AG-013736 è un inibitore recettoriale della tirosina chinasi con un’azione mirata su questi due recettori; era logico pertanto che ne derivasse una valutazione clinica.
Uno studio di fase II nordamericano ed europeo, riferito nel corso dell’ASCO da Brian Rini (abstract # 4509), è stato condotto su 52 soggetti affetti da carcinoma renale metastatico che non avevano tratto beneficio da un trattamento precedente a base di citochine.
Questi soggetti hanno ricevuto l’AG-013736 per os, quotidianamente e continuativamente, fino al progredire della patologia o alla comparsa di una tossicità inaccettabile. In 24 soggetti (46%) è stata osservata una risposta obiettiva parziale, e in 21 di essi (40%) una stabilizzazione della patologia riferita, mentre in 7 soggetti non è stata osservata alcuna risposta.
Il trattamento è stato relativamente ben tollerato; gli effetti collaterali sono stati un’astenia moderata, ipertensione e disturbi digestivi.
Per il ricercatore principale, l’attività antitumorale osservata è importante, e questi risultati sono incoraggianti. Sono in corso ulteriori studi clinici sulla valutazione delle potenzialità di questo nuovo agente nei carcinomi renali, ma anche in altre neoplasie solide.
Stefano Olivri
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