ORMONOTERAPIA ADIUVANTE
Tamoxifene obsoleto?

Beat Thürlimann, Bâle |
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Nuova battaglia nella “guerra” degli inibitori dell’aromatasi con la presentazione, nel corso dell’ASCO 2005, dei risultati dello studio Breast International Group 1-98 (BIG 1-98), che ha messo a confronto il letrozolo e il tamoxifene in una vasta popolazione di donne in menopausa affette da carcinoma mammario ormono-dipendente
In questo studio (abstract # 511), 8028 donne in menopausa affette da carcinoma mammario ormono-dipendente sono state randomizzate in 4 gruppi di trattamento adiuvante:
• 20 mg/die di tamoxifene (A) per 5 anni • 2,5 mg/die di letrozolo (B) per 5 anni • tamoxifene per due anni seguito da letrozolo per tre anni (C) • letrozolo per due anni seguito da tamoxifene per tre anni (D).
Nei bracci A e B sono stati randomizzati 1835 soggetti, e 6193 nei bracci A, B, C e D: attualmente sono disponibili solamente i risultati dei confronti tra i gruppi trattati con letrozolo, esclusivamente o inizialmente (gruppi B e D), o con tamoxifene (A e C). I dati dei confronti delle diverse sequenze di trattamento saranno disponibili entro due o tre anni.
Per quanto riguarda i risultati presentati all’ASCO, dopo un follow-up medio di 25,8 mesi, è stata costatata una riduzione significativa (p=0,003) del 19% del rischio di recidiva nelle donne trattate con letrozolo, rispetto a quelle sottoposte a tamoxifene (351 vs 428 casi di recidiva). Analogamente, con l’inibitore dell’aromatasi si è ridotto del 27% il rischio di diffusione metastatica, versus tamoxifene (p=0,0012).

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Nonostante l’incidenza di effetti indesiderati si sia rivelata in entrambi i gruppi complessivamente modesta, con il tamoxifene è stato rilevato un maggiore numero di trombosi (3,6% versus 1,5%) e di emorragie vaginali (6,6% versus 3,3%); con il letrozolo si è osservata invece una maggiore incidenza di artralgie (20,3% versus 12,3%) e di ipercolesterolemia (43,6% versus 19,1%). Da notare che, sebbene gli eventi cardiovascolari mortali siano stati rari, sono tuttavia risultati più frequenti nel gruppo trattato con letrozolo.
Per Beat Thürlimann, il principale ricercatore del trial, “i risultati del nostro studio evidenziano che l’efficacia del letrozolo è superiore a quella del tamoxifene sia in termini di riduzione del rischio di recidiva, sia di metastasi a distanza, e questo in donne affette da carcinoma mammario ormono-sensibile in stadio precoce; tutto questo avrà un’importante ricaduta clinica”.
Domenico Trivialco
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