Parole da cercare:
Almeno una parola
Tutte le parole
Frase intera
   
  ‹‹‹ Clicca sui pulsanti per vedere il dettaglio dei giorni!

ASCO 2005
40° Congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology
Orlando (USA), 15-17 maggio 2005

15 maggio

ORMONOTERAPIA ADIUVANTE
Tamoxifene obsoleto?



Beat Thürlimann, Bâle
 

Nuova battaglia nella “guerra” degli inibitori dell’aromatasi con la presentazione, nel corso dell’ASCO 2005, dei risultati dello studio Breast International Group 1-98 (BIG 1-98), che ha messo a confronto il letrozolo e il tamoxifene in una vasta popolazione di donne in menopausa affette da carcinoma mammario ormono-dipendente

In questo studio (abstract # 511), 8028 donne in menopausa affette da carcinoma mammario ormono-dipendente sono state randomizzate in 4 gruppi di trattamento adiuvante:
 20 mg/die di tamoxifene (A) per 5 anni
 2,5 mg/die di letrozolo (B) per 5 anni
 tamoxifene per due anni seguito da letrozolo per tre anni (C)
 letrozolo per due anni seguito da tamoxifene per tre anni (D).

Nei bracci A e B sono stati randomizzati 1835 soggetti, e 6193 nei bracci A, B, C e D: attualmente sono disponibili solamente i risultati dei confronti tra i gruppi trattati con letrozolo, esclusivamente o inizialmente (gruppi B e D), o con tamoxifene (A e C). I dati dei confronti delle diverse sequenze di trattamento saranno disponibili entro due o tre anni.

Per quanto riguarda i risultati presentati all’ASCO, dopo un follow-up medio di 25,8 mesi, è stata costatata una riduzione significativa (p=0,003) del 19% del rischio di recidiva nelle donne trattate con letrozolo, rispetto a quelle sottoposte a tamoxifene (351 vs 428 casi di recidiva). Analogamente, con l’inibitore dell’aromatasi si è ridotto del 27% il rischio di diffusione metastatica, versus tamoxifene (p=0,0012).


Cliccare sull’immagine per ingrandirla
 

Nonostante l’incidenza di effetti indesiderati si sia rivelata in entrambi i gruppi complessivamente modesta, con il tamoxifene è stato rilevato un maggiore numero di trombosi (3,6% versus 1,5%) e di emorragie vaginali (6,6% versus 3,3%); con il letrozolo si è osservata invece una maggiore incidenza di artralgie (20,3% versus 12,3%) e di ipercolesterolemia (43,6% versus 19,1%). Da notare che, sebbene gli eventi cardiovascolari mortali siano stati rari, sono tuttavia risultati più frequenti nel gruppo trattato con letrozolo.

Per Beat Thürlimann, il principale ricercatore del trial, “i risultati del nostro studio evidenziano che l’efficacia del letrozolo è superiore a quella del tamoxifene sia in termini di riduzione del rischio di recidiva, sia di metastasi a distanza, e questo in donne affette da carcinoma mammario ormono-sensibile in stadio precoce; tutto questo avrà un’importante ricaduta clinica”.

Domenico Trivialco

 
Gli articoli del giorno
L’antiangiogenesi alla prova
Tamoxifene obsoleto?
La gemcitabina allarga il suo spettro d’azione
La speranza passa dall'antiangiogenesi
Risultati parziali per il CONFIRM 1...
Le novità di un farmaco “vecchio”
La verifica di un’ipotesi

Legal Disclaimer
Le affermazioni e le opinioni contenute nelle relazioni congressuali sono quelle degli Autori, e non vincolano in alcun modo le scelte editoriali di questo report congressuale, così che nessuna responsabilità di alcun tipo possa essere attribuita a CongressoMedico, a Infomedica o all'ASCO . Talvolta gli studi presentati possono citare, a scopo informativo, prodotti non ancora approvati dalle competenti autorità; in qualsiasi caso, ogni prodotto menzionato deve essere utilizzato solo ed esclusivamente dalla Classe Medica in accordo con le schede tecniche fornite dalle Aziende produttrici.