LA NUOVA INIZIATIVA DI HEART CARE FOUNDATION
Cardiologi al contrATTACCOCARDIACO |
 |
Presentata al XXXVI Congresso ANMCO la “Giornata nazionale delle Cardiologie aperte”, la nuova iniziativa per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di chiamare subito il 118 in caso di attacco cardiaco

Dott. Franco Valagussa |
|
“È di vitale importanza che una persona colpita da attacco cardiaco riconosca subito i segnali di allarmi e chiami il 118”. Più esplicito di così non poteva essere il Dott. Franco Valagussa, presidente di Heart Care Foundation nel presentare le nuove iniziative durante il congresso 2005 dell’ANMCO. “Se si interviene nella prima ora, si ha il 47% di probabilità di limitare la percentuale di mortalità per infarto se si interviene nella prima ora. Percentuale che scende drasticamente al 26% alla seconda ora. Dopo sei ore, la possibilità di recupero del muscolo cardiaco senza esiti invalidanti diminuisce considerevolmente, anche ricorrendo alla trombolisi o all’angioplastica primaria”. Purtroppo però, ha commentato il Dott. Valagussa, “come evidenziano i dato degli studi BLITZ dell’ANMCO, solo il 48% dei pazienti giunge in ospedale entro due ore dall’esordio dei sintomi, il 28% fra le due e le sei ore, il 10% fra le sei e le dodici ore, e il 14% dopo ancora”.
Se la riduzione del ritardo di intervento consente di abbassare la mortalità, è dunque bene che le campagne di informazione e di sensibilizzazioni sia ampie, articolate, e siano dirette a tutti i cittadini. Per tale ragione, ha ricordato il Dott. Valagussa, la Heart Care Foundation ha lanciato la “Giornata nazionale delle Cardiologie aperte”, che si svolgerà domenica 23 ottobre 2005 in oltre 200 ospedali italiani allo scopo di informare i cittadini sul rischio cardiovascolare e soprattutto informare su che cosa fare e come farlo in caso di necessità.
 |
“Non tutta la popolazione sa davvero cosa fare in caso di attacco cardiaco” ha detto Valagussa. “Alcuni decidono solo dopo aver consultato il proprio medico di famiglia, altri che sono del tutto impreparati. Dunque, una situazione variegata, di fronte alla quale vogliamo operare con messaggi ‘socialmente competenti’, differenziati cioè in base alla tipologia della popolazione cui si riferisce.
|
Tre settimane prima e tre settimane dopo l’appuntamento del 23 ottobre, 60 Unità operative di cardiologia che aderiranno all’iniziativa raccoglieranno inoltre i dati relativi alle motivazioni dei ritardi decisionali, utilizzando come indicatori le percentuali di chiamata al 118 per attacco cardiaco, gli accessi diretti al Pronto Soccorso per dolore toracico, e la percentuale di trattamento trombolitico preospedaliero.
“Ma ci rivolgeremo in modo diretto anche alle scuole dell’obbligo e alle scuole superiori” ha spiegato il Dott. Valagussa, “per aumentare la confidenza con l’emergenza, visto che nella maggioranza dei casi testimone degli arresti cardiaci sono proprio i bambini e i ragazzi, e dunque a loro è necessario dire che la prima cosa da fare è chiamare il 118”. Apprendere a portare soccorso al cuore è il titolo del manuale per insegnati e operatori sanitari su cosa e come fare in caso di emergenza cuore, frutto di un programma testato per oltre quattro anni, a partire dal 1999 e fino al 2003, dal settore scuola dell’Associazione Brianza per il Cuore: 75 classi di 30 scuole, per un totale di 2390 studenti (dai 9 ai 13 anni) e di 208 insegnanti coinvolti. “Durante gli anni di test” ha precisato il Dott. Valagussa, “la risposta dei ragazzi è stata eccezionale per interesse e capacità di apprendimento. Ugualmente si può dire per docenti e genitori”. Allegato al manuale, un simpatico quanto utile CD-ROM interattivo.
Annarosa Cerchi
DUE DOMANDE
Dott. Valagussa, perché il manuale “Apprendere a portare soccorso al cuore” non ha l’egida del Ministero della Salute?
Il manuale è stato realizzato intermente dalla Heart Care Foundation: risorse, contenuti, impegno... Ilministero però lo conosce, perché si è sviluppato nell’ambito di quella Alleanza per il Cuore nata già lo scorso anno.
Ma verrà diffuso in tutte le scuole?
Per adesso lo stiamo diffondendo tramite i referenti regionali della fondazione. Ci auguriamo ovviamente che il programma si sviluppi, e recentemente lo abbiamo appunto proposto al ministero della Salute che ha deciso di tenere in vita l’Alleanza per il Cuore
|
|
|