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15 novembre

LATE-BREAKING CLINICAL TRIALS
Lo studio IDEAL


Terje R. Pedersen,
Norvegia
 

Uno dei momenti più attesi del congresso 2005 dell’American Heart Association è stata la presentazione dei risultati dello studio IDEAL (The Incremental Decrease in clinical Endpoints through Aggressive Lipid lowering), che si è tenuta nella Sessione principale del 15 novembre.

LATE-BREAKING CLINICAL TRIALS
ACTIVATE: insuccesso di un inibitore dell’ACAT nella riduzione
della progressione
delle coronaropatie aterosclerotiche

 

Uno studio con infrasuoni intravascolari (IVUS) su un nuovo inibitore dell’acil-coenzima A- colesterolo aciltransferasi (ACAT), il pactimibe, ha rivelato l’inefficacia della nuova molecola nella riduzione della progressione delle patologie aterosclerotiche su 18 mesi di follow-up, rispetto alle terapie convenzionali dei soggetti affetti da cardiopatia ischemica sintomatica.

GIOVANI e MALATTIE CV
Mangiare spesso fuori casa
può influire negativamente sul rischio cardiovascolare degli adolescenti

 

I ragazzi che mangiano frequentemente fuori casa hanno punteggi peggiori alle diverse scale di valutazione del rischio di malattie cardiovascolari (MCV) rispetto ai coetanei che consumano un maggior numero di pasti in casa: questa è una delle novità emerse al congresso 2005 dell’AHA.

LATE-BREAKING CLINICAL TRIALS
I risultati dell’OMNIHEART:
la sostituzione dei carboidrati
con proteine e grassi insaturi
può ridurre la pressione arteriosa
e migliorare il profilo lipidico

 

Stravolgendo le conoscenze dietologiche convenzionali, i risultati dello studio OMNIHEART indicano che la sostituzione dei carboidrati con proteine o grassi insaturi, nel contesto di una dieta sana, può ridurre la pressione arteriosa e migliorare il profilo lipidico.

CARDIOLOGIA GENERALE 
Caratterizzazione dei soggetti a rischio
di eventi cardiovascolari legati all’esercizio fisico

 

La sfida
Nonostante i recenti progressi nella prevenzione delle coronaropatie, circa il 50% dei decessi per tale patologia continua a verificarsi esternamente all’ospedale, e molti degli eventi maggiori avvengono in soggetti non precedentemente noti come a rischio.

DEVICE
Il cuore artificiale può allungare la vita nello scompenso cardiaco terminale

 

Il cuore artificiale può allungare in maniera significativa la durata della vita nei pazienti affetti da scompenso cardiaco in fase terminale non candidati al trapianto cardiaco: questo è stato affermato da un gruppo di ricercatori al congresso 2005 dell’AHA.

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