PCI IN PRONTO SOCCORSO
L’eptifibatide iniziato in Pronto Soccorso
migliora la perfusione e il circolo miocardico
Secondo recenti studi, i pazienti diretti a interventi di PCI con un IM e un’elevazione acuta del segmento ST (STEMI), trattati precocemente con eptifibatide in Pronto Soccorso (PS), invece che una volta giunti nella sala dell’angioplastica, mostrano un miglior afflusso e una migliore perfusione miocardica.
I risultati dello studio Time to Integrilin Therapy in Acute Myocardial Infarction-Thrombolysis in Myocardial Infarction (TITAN-TIMI 34) sono stati presentati dal Dott. C. Michael Gibson (Brigham and Women's Hospital, Boston, Massachusetts, USA)
| |

C. Michael Gibson, USA |
durante una sessione satellite sponsorizzata dal Texas Heart Institute, prima dell’apertura ufficiale del congresso dell’American Heart Association 2005.
Gibson ha affermato che “i pazienti che devono essere sottoposti a PCI primaria per STEMI dovrebbero iniziare l’inibizione con GP IIb/IIIa il prima possibile, prima del cateterismo cardiaco”.
Il TITAN-TIMI 34 ha randomizzato 343 pazienti che dovevano essere sottoposti a PCI primaria per STEMI acuto a eptifibatide iniziato in Pronto Soccorso o nell’ambulatorio di cateterizzazione. L’end-point primario dello studio era il CTFC (corrected TIMI frame count), mentre quello secondario era rappresentato dalla perfusione miocardica.
Il Dott. Gibson, nel corso della sessione satellite, ha mostrato come il flusso ematico migliorasse significativamente nel gruppo PS, rispetto ai soggetti trattati subito prima della procedura di PCI. Anche la perfusione miocardica è migliorata nel gruppo dei pazienti trattati in PS. I casi di sanguinamento maggiori o minori, così come gli ictus, le emorragie intracraniche, la necessità trasfusionale o la trombocitopenia non hanno presentato risultati significativamente diversi tra i due gruppi.
Outcome del TITAN-TIMI 34
End-point |
Pazienti trattati in PS |
Pazienti trattati nell’amb. di cateterizzazione |
p |
Aumento della CTFC dal baseline (n. di frames) |
77.5 |
84,3 |
0,049 |
Perfusione miocardica* (%) |
24.3 |
14,2 |
0,026 |
|
|
*Percentuale dei pazienti con un grado normale di perfusione miocardica TIMI
Gibson ha affermato che risposte definitive potranno arrivare solo dai risultati di outcome provenienti da studi di vaste dimensioni; l’analisi a 5 giorni di distanza dalla PCI o alla dimissione ospedaliera non ha dimostrato differenze in termini di mortalità o di IMA, ma solo un “trend provocatorio” verso una riduzione dell’insufficienza cardiaca nei pazienti trattati in PS (2,9%), rispetto al 7,1% di quelli trattati nell’ambulatorio di cateterizzazione (p=0,082).
L’effetto dell’eptifibatide è sembrato maggiore nei pazienti che avevano ricevuto il farmaco più precocemente, suggerendo un miglioramento del flusso tempo-dipendente. I risultati sono sorprendenti, se si considera il fatto che nel TITAN-TIMI 34 il tempo “dall’ingresso all’angiografia” era solamente di 30 minuti, in media.
|