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13 novembre

MORTALITA' E IMA
Inibitori della COX-2  e FANS aumentano il rischio
di mortalità nei pazienti con un IMA pregresso

 

Secondo un recente studio danese, i pazienti che assumono inibitori della COX-2 o altri FANS dopo un IMA avrebbero una probabilità di morire 5 volte superiore, rispetto a quelli non trattati con tali farmaci.

Lo studio, riferito durante Scientific Scientific 2005, ha dimostrato un rischio massimo di mortalità associato a dosi elevate degli inibitori della COX-2. Anche dosi elevate dei normali FANS, compreso l’ibuprofene, e basse dosi di inibitori della COX-2 sono risultati associati a tassi maggiormente elevati di mortalità.

Il principale autore dello studio, il Dott. Gunnar Gislason (Ospedale Universitario di Bispebjerg, Copenhagen, Danimarca), ha affermato: "È un’ulteriore evidenza a favore della tossicità degli inibitori della COX-2 nei pazienti infartuati. Il take-home message di questo studio è che inibitori della COX-2 e FANS nei soggetti cardiopatici andrebbero evitati”. La FDA ha già diramato tale raccomandazione, a seguito di diversi studi che avevano mostrato un incremento del rischio di IMA associato a questi farmaci, e Gislason ha osservato come i suoi risultati confermassero tale riscontro.

Gislason ha spiegato: "Sappiamo che gli inibitori della COX-2, e probabilmente anche i comuni FANS, aumentano il rischio di IMA, ma nessuno studio è stato espressamente condotto su soggetti affetti da patologie cardiovascolari". Per questo motivo, il Dott. Gislason e coll. si sono riproposti di analizzare gli effetti di tali farmaci nei pazienti infartuati. Lo studio è stato condotto esaminando i dati del Registro Nazionale dei Pazienti Danesi, per identificare i pazienti con una dimissione ospedaliera in seguito a un primo IMA. Sono inoltre state cercate le prescrizioni relative a inibitori selettivi della COX-2 e di altri FANS dopo la dimissione, la posologia e la durata di tali prescrizioni.

Gli autori hanno identificato 58.432 pazienti che avevano subito un primo IMA tra il 1995 e il 2002, un numero sostanziale dei quali aveva ricevuto almeno una prescrizione relativa a un inibitore della COX-2 o a un FANS, successivamente alla dimissione.

Numero di pazienti che hanno ricevuto almeno una prescrizione
di un inibitore della COX-2 o di un FANS dopo la dimissione ospedaliera

Farmaco

Pazienti

% della coorte
dello studio

Rofecoxib

3 022

5,2

Celecoxib

2 489

4,3

Diclofenac

6 172

10,6

Ibuprofen

10 230

17,5

Altri FANS

7 449

12,7

I ricercatori hanno analizzato il rischio di un secondo IMA o di mortalità per tutte le cause nel periodo in cui i pazienti stavano assumendo un inibitore della COX-2 o un FANS, in confronto ai soggetti non trattati con tali farmaci.
Dopo aggiustamento per età, anno dell’IMA, sesso, stato sociale, altre patologie mediche e farmaci concomitanti, hanno rilevato che i pazienti trattati con dosi elevate di inibitori della COX-2 o altri FANS avevano un rischio molto più elevato di mortalità, rispetto a quelli non trattati con tali farmaci.
Anche dosi più basse degli inibitori della COX-2 rofecoxib e celecoxib sono risultate associate a un rischio significativamente aumentato di mortalità, mentre ciò non valeva per le basse dosi di FANS.

Hazard ratio relativi alla mortalità per tutte le cause in soggetti che assumevano inibitori della COX-2 o FANS vs quelli non trattati con tali farmaci


Farmaco/posologia

Hazard ratio relativo
alla mortalità
per tutte le cause

Rofecoxib >25 mg/die

5,03

Rofecoxib dosaggi inferiori

2,23

Celecoxib >200 mg/die

4,24

Celecoxib dosaggi inferiori

1,70

Diclofenac >100 mg/die

3,76

Diclofenac dosaggi inferiori

0,7

Ibuprofen >1200 mg/die

1,96

Ibuprofen dosaggi inferiori

0.66

Altri FANS (qualsiasi dosaggio)

1,22

"Abbiamo dimostrato un chiaro incremento del rischio di mortalità dosaggio-correlato sia con gli inibitori della COX-2, sia con i comuni FANS. Più alta era la dose, maggiore il rischio di mortalità" ha commentato Gislason.

Hazard ratio relativi al rischio di mortalità nei soggetti
che assumevano inibitori della COX-2 o FANS vs quelli non trattati con tali farmaci


Nessuna chiara associazione con la recidiva di IMA

L’associazione con la recidiva di IMA non è tuttavia risultata così chiara. “Abbiamo rilevato una debole associazione, un aumento del rischio di circa il 50%, peraltro non significativa" ha osservato Gislason, che ha affermato come tale dato sia sorprendente, dal momento che sarebbe stato lecito attendersi che l’incremento del rischio di mortalità associato all’assunzione di inibitori della COX-2/FANS fosse legato a tassi maggiormente elevati di un secondo IMA.


Hazard ratio relativi al rischio di un secondo IMA nei soggetti
che assumevano inibitori della COX-2 o FANS vs quelli non trattati con tali farmaci

Gislason ha tuttavia sottolineato il fatto che le recidive di IMA registrate nello studio siano state rilevate sfogliando il registro dei ricoveri, mancando pertanto quei pazienti colpiti da un IMA fatale e deceduti prima di raggiungere l’ospedale. "Dal momento che il 50% dei decessi di questo studio si è verificato fuori da un ospedale, questa potrebbe essere una spiegazione plausibile; attualmente stiamo esaminando i certificati di morte per stabilire la causa esatta del decesso, un elemento che dovrebbe fornirci maggiori informazioni" ha affermato.
Osservando come questo studio fosse di tipo osservazionale, e come i risultati non fossero pertanto altrettanto attendibili rispetto a un trial randomizzato, Gislason ha commentato: "Probabilmente non effettueremo mai uno studio randomizzato su questi farmaci in pazienti cardiologici, per cui quelli attuali rappresenteranno i migliori dati disponibili in proposito".

 
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