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American College of Cardiology
Scientific Session 2005

Orlando (Florida), 6-9 marzo 2005
8 marzo

DA SAPERE
Sport e cuore: le nuove regole


Dott. Alain Ducardonnet
Cardiologo dello sport
 

La conferenza di Bethesda, tenutasi nel 1998 consigliava ai cardiologi dello sport di essere restrittivi sulla prescrizione di uno sport nei confronti dei cardiopatici. Le ultime raccomandazioni invece li incoraggiano a prescrivere un’attività fisica ai loro pazienti.

Il progresso delle conoscenze in cardiologia ha fatto sì che le raccomandazioni siano state completamente aggiornate” spiega il Dott. Alain Ducardonnet, cardiologo dello sport di Parigi. “Per esempio, nei coronaropatici, fino ad oggi praticamente nessun paziente avrebbe ricevuto un certificato medico di idoneità sportiva agonistica. Oggi un coronaropatico, sottoposto ad angioplastica è autorizzato, 6 mesi dopo, a praticare un’attività fisica normale”.

Le nuove raccomandazioni sono state individuate per ogni tipo di sport e per ogni patologia cardiaca. Inoltre, la mentalità è completamente cambiata. Dieci anni fa, bastava un soffietto al cuore e il bambino veniva interdetto a vita dalla pratica sportiva. Oggi gli esperti dispongono di nuove strategie. Per un dato paziente, sanno ormai quale tipo di esame effettuare per indicargli alla fine quale tipo di sport praticare.

I benefici dello sport sul cuore sono essenzialmente legati agli sport di resistenza: bicicletta, camminare, corsa, nuoto… attraverso un esercizio regolare, il cuore impara a funzionare in economia e gli scambi tra muscoli e capillari aumentano, per cui l’attività fisica risulta migliorata. Lo sport aiuta a combattere anche l’ipertensione arteriosa, il colesterolo cattivo, l’eccesso di zuccheri nel sangue. I benefici dello sport sull’apparato cardiovascolare e sui rischi cardiovascolari vanno tutti nella stessa direzione; per le persone in buona salute, ma soprattutto per i cardiopatici. È tra questi ultimi d’altronde che sono stati ottenuti i migliori risultati in termini di ritardare o di assenza di recidiva di malattia, o addirittura di mortalità.

La conferenza di Bethesda fa scuola anche sul piano medico legale. In caso di morte improvvisa sul campo sportivo, il cardiologo è protetto se ha effettuato tutta la batteria di esami raccomandati per firmare il certificato medico dello sportivo. Ogni sport e ogni malattia sono classificati e formano il grande catalogo di Bethesda. “Queste nuove raccomandazioni obbligano il cardiologo a compromettersi” conclude il Dott. Ducardonnet. “Un cardiopatico può richiedere al suo specialista di verificare se è idoneo o meno a fare attività agonistica”.

 
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