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American College of Cardiology
Scientific Session 2005

Orlando (Florida), 6-9 marzo 2005
8 marzo

DA VEDERE
Gli apparecchi impiantabili

Il pacemaker


Pacemaker
 

Nelle persone in buona salute il ritmo cardiaco è in genere di 60 battiti al minuto. In alcune malattie cardiache, la frequenza dei battiti è troppo bassa: 20 battiti al minuto ad esempio. Al fine di assicurare una buona ossigenazione all’organismo, è necessario aumentare questo ritmo, attraverso un pacemaker. Il pacemaker è una scatoletta in titanio, collegata a fili elettrici, che permette il passaggio di una corrente elettrica all’interno delle cavità del cuore. la scatoletta viene inserita sotto il muscolo pettorale, attraverso un’incisione cutanea al di sotto della clavicola. I due “fili” passano attraverso la vena giugulare e i sensori alle loro estremità vengono collocati all’interno del cuore.

All’interno della scatoletta:

  • Una pila di litio della durata media di 7 anni
  • Un mini-computer che trasforma l’energia della pila in leggeri impulsi cardiaci. Questo insieme di circuito coordina l’energia elettrica nel tempo e la quantità di impulsi da rilasciare
  • Un blocco di connessione, parte trasparente al di sotto della parte metallica. È lì che vengono inseriti i conduttori elettrici. Il pacemaker ha lo scopo di stimolare le cellule cardiache quando il segnale elettrico non è sufficiente. Di larghezza e lunghezza inferiori ai 6 cm, per uno spessore di mezzo centimetro, pesa meno di 50 grammi.

Il defibrillatore impiantabile


Defibrillatore impiantabile
 

Alcune persone con gravi turbe del ritmo cardiaco, rischiano di andare incontro a fibrillazione ventricolare. Le cellule cardiache sono totalmente desincronizzate e il muscolo cardiaco non riesce più ad inviare il sangue all’organismo. In 8 minuti, la fibrillazione ventricolare può essere fatale. Per far ripartire tutte le cellule allo stesso tempo, è necessario erogare una scossa elettrica, attraverso un defibrillatore. Oggi è possibile impiantare un mini-defibrillatore nelle persone ad alto rischio.

  • Una scatoletta di titanio, collegata a tre fili elettrici (due per la parte destra del cuore e uno per la parte sinistra) viene impiantata sotto il muscolo pettorale. Come per il pacemaker, i fili sono inseriti attraverso la vena giugulare e arrivano direttamente a contatto con le cavità cardiache
  • Una pila al litio assicura una durata di vita dell’apparecchio dai 7 ai 10 anni
  • Un mini-computer analizza il ritmo e indica quando è necessario erogare la scossa elettrica, quando il defibrillatore rileva un’aritmia totale, invia una forte corrente elettrica.
  • Lunghi 8 cm, larghi 5 cm e spessi 1 cm, questi apparecchi oggi non pesano più di 70 grammi. In alcuni apparecchi i fili sono rivestiti di materiali speciali; in questo modo le cellule cardiache non ci si ‘incollano’ e non vengono danneggiate al momento della rimozione dell’apparecchio.

I plus
·  Il defibrillatore impiantabile previene la morte improvvisa
·  L’intervento d’impianto dura meno di 2 ore
·  Le piccole dimensioni dell’apparecchio

I punti a sfavore
·  Il dolore della scarica
·  Può scaricare senza ragione nel 15% dei casi
·  L’angoscia che genera nel paziente (il 15 % ci pensa tutti i giorni, anche a distanza di 2 anni dall’impianto)


 
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