LA QUESTIONE DEL GIORNO
Lo stent non ha limiti
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Dott.ssa Marie-Claude Morice, cardiologo interventista
Institut hospitalier Jacques-Cartier, Parigi |
congressomedico.it: Qual è la principale indicazione agli stent?
Dott.ssa Marie-Claude Morice: Lo stent è un tubicino di rete a maglia fitta realizzato in materiali polimerici. Viene introdotto nella coronaria allo scopo di impedire il riformarsi di una placca ateromasica. Il cardiologo infila una sonda dal polso (o dall’inguine) del paziente e risale verso la coronaria. A livello della placca, gonfia un palloncino che distrugge questo deposito. Sgonfiato il palloncino, posiziona uno stent per evitare che la placca si riformi. Dal momento che provoca una leggera ferita a livello della coronaria, lo stent è rivestito di farmaci che favoriscono la cicatrizzazione.
congressomedico.it: Dozzine di comunicazioni all’ACC’05 sono state dedicate agli stent. Si tratta di una moda?
Dott.ssa MC. Morice: Con lo stent si sta rivoluzionando il trattamento delle malattie cardiovascolari e la speranza di vita dei pazienti è aumentata. La materia è in evoluzione e per questo ci sono un gran numero di studi. E non si tratta di una moda, perché lo stent rappresenta una vera rivoluzione. Tale tecnica sta sostituendo sempre più la chirurgia toracica: in Europa le percentuali la dicono lunga 60% di stent contro il 40% di interventi chirurgici. Per i pazienti è un importante plus, perché un’operazione a cuore aperto è molto pesante. La cardiologia interventista non ha limiti d’età, né di condizioni di salute. Lo stent si è dimostrato efficace nel 95% dei casi. E non sembra fermarsi qui.
congressomedico.it: Esistono controindicazioni agli stent?
Dott.ssa MC. Morice:Praticamente no. A volte, i farmaci che vengono somministrati dopo l’intervento, non possono essere assunti da alcuni pazienti. Per esempio, un paziente affetto da ulcera gastrica non può assumere aspirina. Quindi non potrà essere sottoposto a posizionamento di stent. Ciò non ha niente a che vedere con le sue arterie. Anche gli ipertesi possono essere trattati con lo stent.
congressomedico.it: Oggi esistono due tipi di stent. Qual è il migliore?
Dott.ssa MC. Morice: Esiste lo stent rivestito di farmaci antitumorali, il Taxus™, e lo stent rivestito di immunosoppressori, il Cypher™. Le maglie sono diverse. Lo studio REALITY, che ha messo a confronto questi due stent, realizzato su 1386 pazienti in tutta Europa, dimostra che il Cypher™ è leggermente superiore, sicuramente perché il farmaco di cui è rivestito è meno aggressivo. Quello che dobbiamo comunicare ai pazienti è che abbiamo trovato due modi di trattare le loro coronarie in maniera estremamente efficace.
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