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77° Congresso annuale dell’American Heart Association - Scientific Sessions
New Orleans, 7-10 novembre 2004
8 novembre

Lo studio CAMELOT indica la necessità di mantenere la PA più bassa nei pazienti con una MC

9 novembre 2004 (CongressoMedico) – Nei pazienti con una malattia coronarica (MC) e una pressione arteriosa basale di soli 129/78 mmHg, lo studio CAMELOT ha documentato una riduzione del rischio relativo di eventi cardiovascolari (ECV) del 31% in seguito a una riduzione della pressione arteriosa di 5/3 mmHg ottenuta con l’amlodipina rispetto al placebo. La riduzione assoluta degli ECV è risultata del 6,5%. L’enalapril ha ottenuto rispetto al placebo una riduzione della pressione arteriosa di 5/2 mmHg e una riduzione non significativa degli ECV (15,3% rischio relativo, 2,9% del rischio assoluto). Il tasso di ECV è risultato del 23,1% con il placebo, del 16,6% con l’amlodipina e del 20,2% con l’enalapril. Il number needed to treat con l’amlopidina per prevenire 1 ECV è risultato di 16.

Lo studio multicentrico e in doppio cieco Comparison of Amlodipine vs Enalapril to Limit Occurrence of Thrombosis (CAMELOT) ha randomizzato 1991 pazienti con MC e pressione arteriosa normale a placebo, amlodipina (10 mg) o enalapril (20 mg) per 24 mesi. E’ stato considerato endpoint primario il tempo intercorso fino al primo ECV (morte per cause CV, attacco cardiaco non fatale, rivascolarizzazione miocardica, ricovero ospedaliero per angina pectoris, ricovero ospedaliero per SCC, ictus fatale o non fatale e diagnosi di vasculopatia).

Va sottolineato che l’amlodipina ha rallentato la progressione dell’aterosclerosi coronarica in un sottogruppo di 274 pazienti sottoposti a ecografia intracoronarica.

Nella pubblicazione relativa a questo studio sul numero del 10 novembre di JAMA (2004;292:2217-2226), gli autori del CAMELOT hanno sostenuto che questi risultati indicano che il range ottimale della pressione arteriosa nei pazienti con una MC può in realtà essere sostanzialmente inferiore rispetto a quello indicato dalle linee guida attuali. Nonostante 30 anni di studi clinici, non è ancora chiato quale sia il miglior utilizzo dei farmaci anti-ipertensivi nei pazienti con MC. Nell’editoriale di accompagnamento al lavoro, il Prof. Carl Pepine, del Florida College of Medicine (Gainesville) ha affermato che i dati del CAMELOT pongono la domanda di quale sia la pressione arteriosa target ottimale nei pazienti con una MC per ridurre la progressione dell’aterosclerosi. Questi dati suggeriscono che il livello ottimale della pressione arteriosa sistolica nella MC è sicuramente inferiore a 140 mmHg ed è probabilmente intorno ai 120 mmHg.

 
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