SEEDS: l’unità di cura per la valutazione della sincope migliora la capacità diagnostica e riduce l’ospedalizzazione
9 novembre 2004 (CongressoMedico) – Lo studio SEEDS (Syncope Evaluation in the Emergency Department Study) ha dimostrato che una unità di cura dedicata alla sincope è un metodo efficace ed efficiente per gestire l’ampia popolazione di pazienti che si presenta presso il Pronto Soccorso per un evento sincopale; essa consente di selezionare i pazienti ad alto rischio, in modo da poter indirizzare in ambulatorio i casi di sincope non cardiaca. Lo studio SEEDS è stato presentato al congresso 2004 dell’American Heart Association ed è stato pubblicato su Circulation.
Lo studio SEEDS ha randomizzato 103 pazienti al trattamento convenzionale (TC) o a una unità per la valutazione della sincope (UVS), che comprendeva nel suo staff un elettrofisiologo ed era attrezzata per l’esecuzione del tilt test. I pazienti avevano un’età media di 64 anni, erano per il 50% uomini e avevano un’anamnesi positiva per ipertensione arteriosa nel 52% dei casi, diabete mellito nel 15% e ictus nel 5%; il 66% dei pazienti presentavano una comorbilità (BPCO, insufficienza renale cronica, neoplasia). L’evento indice si era verificato in posizione seduta nel 50% dei casi e in posizione supina nel 2%.
La capacità diagnostica presuntiva (alla dimissione dal dipartimento di emergenza) è risultata del 67% nel gruppo assegnato alla UVS e del 10% nel gruppo assegnato alla TC (p<0,001). Il tasso di ricoveri ospedalieri è risultato del 43% nel gruppo in UVS e del 98% nel gruppo in TC (p<0,001). Le 2 cause più comuni di sincope sono risultate lo shock cardiogeno e l’ipotensione ortostatica in rapporto alla terapia farmacologica. La diagnosi definitiva è stata raggiunta nell’82% dei pazienti del gruppo assegnato alla UVS e dell’81% nel gruppo in TC (p=0,84). A 2 anni, la sopravvivenza in assenza di recidive di sincope è risultata dell’81% nel gruppo in UVS e del 92% nel gruppoin TC.
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