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77° Congresso annuale dell’American Heart Association - Scientific Sessions
New Orleans, 7-10 novembre 2004 |
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GEMINI: sicurezza del carvedilolo in pazienti diabetici e ipertesi
9 novembre 2004 (CongressoMedico) – Il carvedilolo ha un effetto neutro sul controllo della glicemia e migliora le componenti della sindrome metabolica, compresa la pressione arteriosa, in associazione con un blocco del sistema renina-angiotensina.

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ESCAPE: mancato effetto su mortalità e ospedalizzazione del cateterismo dell’arteria polmonare nello scompenso cardiaco grave
9 novembre 2004 (CongressoMedico) – Lo studio ESCAPE (Evaluation Study of Congestive Heart Failure and Pulmonary Artery Catheterization Effectiveness) nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato ha documentato che il monitoraggio della pressione in arteria polmonare mediante un catetere di Swan-Ganz non modifica un endpoint composito primario costituito dal tempo trascorso fino al momento del decesso, da morte più ospedalizzazione e giorni di ospedalizzazione (rapporto di rischio 1,00). 
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SEEDS: l’unità di cura per la valutazione della sincope migliora la capacità diagnostica e riduce l’ospedalizzazione
9 novembre 2004 (CongressoMedico) – Lo studio SEEDS (Syncope Evaluation in the Emergency Department Study) ha dimostrato che una unità di cura dedicata alla sincope è un metodo efficace ed efficiente per gestire l’ampia popolazione di pazienti che si presenta presso il Pronto Soccorso per un evento sincopale; essa consente di selezionare i pazienti ad alto rischio, in modo da poter indirizzare in ambulatorio i casi di sincope non cardiaca.
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Lo studio RIO-NA conferma i risultati dei precedenti RIO-Europe e RIO-Lipid
9 novembre 2004 (CongressoMedico) – Lo studio Rimonabant in North America (RIO-NA) ha documentato che questo antagonista sperimentale del recettore per i cannabinoidi di tipo 1 riduce il peso corporeo e la circonferenza addominale e riduce quindi in maniera significativa l’obesità centrale. A differenza dei farmaci per il calo di peso corporeo studiati in precedenza, con il rimonabant i miglioramenti sono risultati mantenuti a 2 anni. Inoltre, il colesterolo HDL è risultato aumentato in maniera significativa, i trigliceridi ridotti e la sensibilità all’insulina migliorata e questi miglioramenti sono risultati indipendenti dall’entità del calo ponderale. 
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Lo studio CAMELOT indica la necessità di mantenere la PA più bassa nei pazienti con una MC
9 novembre 2004 (CongressoMedico) – Nei pazienti con una malattia coronarica (MC) e una pressione arteriosa basale di soli 129/78 mmHg, lo studio CAMELOT ha documentato una riduzione del rischio relativo di eventi cardiovascolari (ECV) del 31% in seguito a una riduzione della pressione arteriosa di 5/3 mmHg ottenuta con l’amlodipina rispetto al placebo. La riduzione assoluta degli ECV è risultata del 6,5%. L’enalapril ha ottenuto rispetto al placebo una riduzione della pressione arteriosa di 5/2 mmHg e una riduzione non significativa degli ECV (15,3% rischio relativo, 2,9% del rischio assoluto). Il tasso di ECV è risultato del 23,1% con il placebo, del 16,6% con l’amlodipina e del 20,2% con l’enalapril. Il number needed to treat con l’amlopidina per prevenire 1 ECV è risultato di 16. 
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