Assenza di riduzione della mortalità con l’infusione di glucosio-insulina-potassio nei pazienti con infarto miocardico associato a sopraslivellamento del tratto ST
8 novembre 2004 (CongressoMedico) – Lo studio CREATE-ECLA presentato oggi al Congresso 2004 dell’American Heart Association ha dimostrato che la somministrazione dell’infusione di glucosio-insulina-potassio (GIK) entro 12 ore dall’insorgenza dei sintomi non ha alcun impatto sulla mortalità globale, sulla morte per cause cardiache, sull’incidenza di aritmie cardiache e di shock cardiogeno. Questa terapia si è dimostrata sicura, in assenza di effetti collaterali evidenti.
I pazienti sono stati assegnati in maniera random all’infusione di GIK più terapia tradizionale (10.088) vs sola terapia tradizionale (10.107) per 24 ore, con un disegno fattoriale 2x2. La mortalità a 30 giorni è risultata del 10,0% nel gruppo di pazienti assegnati all’infusione di GIK e del 9,7% nel gruppo di controllo (rapporto di rischio 1,03; p=0,45). L’incidenza di arresto cardiaco è stata dell’1,4% nei pazienti assegnati all’infusione di GIK e dell’1,5% nel gruppo di controllo, l’incidenza di shock cardiogeno è risultata del 6,6% e del 6,3% nel gruppo in GIK e nel gruppo di controllo rispettivamente e l’incidenza di reinfarto è risultata pari al 2,3% e al 2,4% rispettivamente. I risultati sono risultati sovrapponibili in tutti i sottogruppi prespecificati, compreso quello dei pazienti diabetici (17% di tutti i pazienti in studio).
Sorprendentemente, l’incidenza delle recidive di ischemia a 7 giorni è risultata ridotta dal 6,5% nei pazienti in placebo al 4,6% dei pazienti assegnati all’infusione di GIK (p=0,004) e tale vantaggio è risultato mantenuto a 30 giorni (p=0,036). Tuttavia, Shamir Mehta, che ha presentato questo studio, ha affermato che questo dato va interpretato con cautela. Sebbene si tratti di una riduzione significativa e in linea con il meccanismo d’azione dell’infusione di GIK, più che indicare una conclusione certa, apre nuove prospettive alla ricerca futura in questo ambito, per esempio circa l’utilizzo dell’infusione di GIK nell’angina pectoris. Un’osservazione interessante è la tendenza verso un effetto positivo nei pazienti sottoposti a rivascolarizzazione percutanea o trombolisi; si tratta di un dato che merita studi ulteriori ad hoc per essere chiarito. Mehta ha affermato che questo studio internazionale su larga scala ha consentito di porre quesiti specifici circa il ruolo dell’infusione di GIK nell’infarto miocardico che dovranno essere chiariti da studi mirati in futuro.
Lo studio Clinical Trial of Metabolic Modulation in Acute Myocardial Infarction Treatment Evaluation (CREATE)-ECLA è stato condotto in 518 centri di 21 Paesi, comprese India, Cina, Sud America, Pakistan, Nord America, Europa e Medio Oriente.
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