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77° Congresso annuale dell’American Heart Association - Scientific Sessions
New Orleans, 7-10 novembre 2004
8 novembre

Prima dimostrazione di un effetto positivo sulla mortalità con un antitrombotico nello studio CREATE

8 novembre 2004 (CongressoMedico) – Uno studio comprendente 15.570 pazienti con un infarto miocardico (IM) associato a sopraslivellamento del tratto ST o a blocco di branca sinistro di nuova comparsa giunti in ospedale entro 12 ore dall’insorgenza dei sintomi ha documentato una riduzione della mortalità del 13% (p=0,005) e delle recidive di infarto del 23% (p=0,014) con la reviparina (un’eparina a basso peso molecolare); non sono state rilevate differenze per quanto riguarda l’incidenza di ictus fra i due gruppi. L’endpoint composito primario di morte, IM e ictus è risultato ridotto del 13% nel gruppo in reviparina (9,6% reviparina, 10,9% placebo; p=0,0006). I pazienti venivano tutti sottoposti a riperfusione e trattati con aspirina.

È stato rilevato un aumento significativo di emorragie gravi, rischiose per la sopravvivenza, dato non incluso nell’analisi primaria degli eventi (0,2% con la reviparina, 0,1% con il placebo; p=0,07). Questo aumento degli eventi emorragici è pari a circa 1 episodio per 1000 pazienti, contro una riduzione dell’endpoint primario pari a 17 casi su 1000 pazienti e una riduzione della mortalità pari a 15 casi su 1000 pazienti. È stata inoltre documentata una stretta dipendenza dal tempo, nel senso che i pazienti trattati più precocemente hanno presentato la prognosi migliore.

Lo studio CREATE Clinical Trial of Metabolic Modulation in Acute Myocardial Infarction Treatment Evaluation (CREATE) è stato presentato oggi al congresso 2004 dell’American Heart Association. Lo studio CREATE, randomizzato e controllato, fa parte del più ampio studio CREATE-ECLA (>20.000 pazienti) ed è stato condotto in 518 centri di 21 Paesi, compresi India, Cina, Sud America, Pakistan, Nord America, Europa e Medio Oriente. L’India e la Cina hanno arruolato il maggior numero di pazienti. Salim Yusuf, di Hamilton (Canada) è l’autore principale di questo studio. I pazienti avevano un’età media di 58 anni e il 77,8% erano uomini, il 17% aveva il diabete e la pressione arteriosa sistolica media di base era 128 mmHg. I pazienti erano trattati in maniera ottimale in accordo con le raccomandazioni delle linee guida. Yusuf ha concluso che questa semplice e non costosa terapia è applicabile nei policlinici universitari, così come negli ospedali più piccoli e nei Paesi industrializzati, così come nei Paesi in via di sviluppo.

 
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