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77° Congresso annuale dell’American Heart Association - Scientific Sessions
New Orleans, 7-10 novembre 2004
8 novembre

L’azimilide riduce l’incidenza di tachiartimie ventricolari nei pazienti portatori di un defibrillatore automatico

8 novembre 2004 (CongressoMedico) – Lo studio SHIELD (Shock Inhibition Evaluation with Azimilide) ha dimostrato che il farmaco sperimentale azimilide riduce in maniera significativa le recidive di tachicardia ventricolare (TV) e fibrillazione ventricolare (FV) interrotte dal defibrillatore con uno shock o con una stimolazione (antitachycardia pacing, ATP). L’azimilide blocca i canali del potassio Ikr e Iks con un effetto antiaritmico di classe III.

In questo studio controllato con placebo, in doppio cieco e randomizzato, 633 pazienti cono stati randomizzati a 75 mg di azimilide (n=220), a 125 mg di azimilide (n=199) oppure a placebo (n=214) e sono stati seguiti per un anno. Lo studio è stato condotto in 121 centri di 9 Paesi. La popolazione arruolata nello studio era fondamentalmente maschile, con un’età media di 62 anni; l’84% dei pazienti era portatore di un defibrillatore automatico impiantabile (implanted cardioverter-defibrillator, ICD) alla randomizzazione. La frazione d’eiezione media era del 35% e il 65% dei pazienti aveva una storia di infarto miocardico. I pazienti erano trattati in maniera ottimale secondo le raccomandazioni delle linee guida.

L’endpoint primario, costituito dagli shock dell’ICD per qualunque causa e dalle TV interrotte dall’ATP, è risultato ridotto del 57% nel gruppo assegnato a 75 mg di azimilide (0,0006) e del 47% nel gruppo assegnato a 125 mg di azimilide (p=0,0053). È stata rilevata una riduzione non significativa degli shock, pari al 28% nel gruppo assegnato a 75 mg di azimilide (p=0,13) e al 17% nel gruppo assegnato a 125 mg di azimilide (p=0,36). Per quanto riguarda tutti gli episodi di TV e di FV, è stata documentata una riduzione del 48% nel gruppo assegnato a 75 mg di azimilide (p=0,017) e del 62% nel gruppo assegnato a 125 mg di azimilide (p=0,0004). L’effetto è risultato dose-dipendente, con 3936 eventi nel gruppo in placebo, 2849 nel gruppo assegnato a 75 mg di azimilide e 1436 nel gruppo assegnato a 125 mg di azimilide. TV con morfologia a torsione di punta si sono verificate in 5 pazienti del gruppo in azimilide e in 1 paziente del gruppo di controllo e sono state tutte trattate efficacemente. Solo 1 paziente appartenente al gruppo assegnato a 75 mg di azimilide ha presentato una neutropenia grave, successivamente regredita.

 
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