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77° Congresso annuale dell’American Heart Association - Scientific Sessions
New Orleans, 7-10 novembre 2004
7 novembre

Un nuovo dispositivo migliora la prognosi e la capacità funzionale nei pazienti affetti da scompenso cardiaco

7 novembre 2004 (CongressoMedico) – Al Congresso 2004 dell’American Heart Association è stato presentato un nuovo tipo di dispositivo di supporto cardiaco (DSC) sperimentale, il CorCap™, che ha dimostrato di poter invertire la storia naturale dello scompenso cardiaco, come documentato dal miglioramento di parametri quali le dimensioni e la forma del ventricolo sinistro, nonché di eventi quali un punteggio clinico, l’incidenza di procedure cardiache maggiori e la qualità della vita. Si tratta di una struttura a maglie (marchio registrato) che viene impiantata intorno al cuore per sostenere il miocardico e per aiutare il cuore insufficiente ad affrontare il sovraccarico di pressione e volume a cui è sottoposto; in questo modo, il cuore tende a ritornare alle sue dimensioni e alla sua forma originarie. Dal momento che questo dispositivo esercita una forza di stiramento in senso longitudinale, favorisce l’assunzione da parte del ventricolo sinistro di una forma il più possibile vicina a quella di un’ellissi durante la contrazione.

Nello studio prospettico multicentrico Clinical Evaluation of the CORCAP Cardiac Support Device in Patients with Dilated Cardiomyopathy, che ha arruolato pazienti con scompenso cardiaco in classe funzionale NYHA III-IV, 193 pazienti con indicazione a eseguire intervento di sostituzione/riparazione valvolare mitralica (S/RVM) sono stati randomizzati alla sola S/RVM vs S/RVM con impianto del DSC e 107 pazienti che non presentavano indicazione alla S/RVM sono stati randomizzati a terapia medica ottimale vs terapia medica ottimale più DSC. La mediana del follow-up è stata di 22 mesi. Sono stati considerati criteri obbligatori di inclusione una frazione di eiezione del ventricolo sinistro (FEVS) inferiore al 35% e un diametro telediastolico del ventricolo sinistro (DTDVS) > 60 mm. I criteri di esclusione comprendevano la programmazione di un intervento cardiochirurgico diverso dalla S/RVM, di un intervento di bypass aortocoronarico, l’inserimento del paziente in un programma di cuore artificiale e/o in una lista trapianto. L’età media dei pazienti era di 52,5 anni, il 55% dei pazienti erano di sesso maschile e l’81,3% dei pazienti era in classe funzionale NYHA III.

E’ stato considerato parametro principale di valutazione un endpoint composito comprendente la morte, una procedura cardiaca maggiore indicativa di una progressione dello scompenso cardiaco e una variazione della classe NYHA. Sulla base di questo endpoint clinico composito, i pazienti venivano classificati come segue: in condizioni migliorate, stabili o peggiorate. Un maggior numero di pazienti del gruppo assegnato al DSC è risultato in condizioni migliorate rispetto ai controlli (38% vs 27%) e un minore numero di pazienti del gruppo assegnato al DSC è risultato in condizioni peggiorate rispetto ai controlli (37% vs 45%); l’odds ratio è risultata 1,73, p=0,02.

Nel gruppo assegnato al DSC, è stato registrato un numero inferiore di procedure cardiache maggiori rispetto al gruppo di controllo (19 vs 33, p=0,01), una riduzione di maggiore entità del DTDVS (p=0,009), una riduzione di maggiore entità del volume telesistolico del VS (p=0,017) e un miglioramento più evidente dell’indice di sfericità del VS (p=0,026). Va infine sottolineato che non si sono verificate complicanze correlate a un’eventuale emodinamica restrittiva del ventricolo sinistro in seguito all’utilizzo di questo dispositivo.

 
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