ANTI-TNF
Confronto in situazione reale
Al di là dei risultati degli studi clinici, qual è l’efficacia dei diversi anti-TNF attualmente disponibili nei pazienti non selezionati?

Thierry Schaeverbeke, Bordeaux
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Per rispondere a questa domanda molto pratica, un gruppo francese ha valutato la risposta ai diversi anti-TNF utilizzati in una coorte di 284 pazienti seguiti presso il loro Servizio (226 AR e 58 SPA), nel periodo compreso tra gennaio 2000 e febbraio 2004.
Non sono stati seguiti criteri particolari per la scelta iniziale di uno dei tre anti-TNF disponibili; fondamentalmente la scelta cadeva su quello più facilmente reperibile.
In linea di massima, il tasso di risposta iniziale è risultato identico per i tre anti-TNF e anche se le percentuali di remissione sono soddisfacenti in tutti e tre i gruppi, queste rivelano una differenza significativa a favore dell’etanercept, relativamente alla durata nel tempo.
Gli autori segnalano una progressiva perdita di efficacia significativamente più importante nel caso degli anticorpi monoclonali; questa perdita di efficacia sembra più marcata per l’infliximab, mentre l’interruzione del trattamento per comparsa di infezioni gravi è risultata più frequente tra i pazienti in terapia con adalimumab.
Così come per la terapia di base, si riscontra dunque una perdita di efficacia progressiva con il passare del tempo, che rende probabilmente inevitabile pensare ad una rotazione terapeutica tra gli anti-TNF a disposizione nella pratica clinica. Elemento importante al riguardo, molti degli studi presentati a questa edizione dell’ACR hanno confermato che l’insuccesso osservato con un anti-TNF non può essere considerato predittivo della risposta ottenibile con un altro anti-TNF.
Piero Casabianca
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