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68° Congresso dell’American College of Rheumatology
San Antonio-Texas, 16-21 ottobre 2004
21 ottobre

COXARTROSI
Acido ialuronico... e adesso le anche

Il primo studio randomizzato controllato condotto sulla coxartrosi lascia sperare in risultati altrettanto buoni di quelli ottenuti nella gonartrosi 


David Dore, Celebration, Etats-Unis
 

Come venire in aiuto dei pazienti che non possono trarre beneficio dal posizionamento di una protesi totale d’anca, o perché troppo giovani o al contrario perché in età troppo avanzata e affetti da una serie di comorbilità? Con il conforto dei buoni risultati ottenuti...

OSTEOPOROSI
Che osso, che osso all’ACR 2004


Stanley Cohen, Dallas
 

Per lungo tempo considerata il parente povero dell’ACR, l’osteoporosi investe il congresso-faro dei reumatologi statunitensi


Onore all’inibizione di Rank

Un nuovo composto dotato di una modalità d’azione del tutto originale fa i suoi primi passi all’ACR, una molecola che viene a riempire i vuoti lasciati dai trattamenti tradizionali e uno studio che promette di migliorare i mezzi terapeutici; per una ritorno in grande stile, la barra è stata posizionata molto in alto.

ARTRITE REUMATOIDE
Infezioni, rischio e prevenzione

Rischio infettivo ed inefficacia vaccinale sono stati oggetto di diverse importanti presentazioni nel corso di questa edizione dell’ACR 2004


Frederick Wolfe, Wichita, États-Unis
 

Il rischio infettivo nell’artrite è, in particolare dall’introduzione delle terapie biologiche, al centro di numerosi interrogativi. Quello che concerne il rischio di polmonite è stato studiato in maniera formale utilizzando i dati del registro nazionale americano dei reumatismi infiammatori. In questo registro, 15.966 pazienti affetti da artrite reumatoide hanno compilato un questionario semestrale, per due anni e mezzo; gli episodi di polmonite erano riferiti dal paziente, poi confermati da un punto di vista medico e l’analisi del tasso di sopraggiunta infezione realizzato in funzione del profilo della malattia e del trattamento. Confrontato con il gruppo in toto, il rischio infettivo più basso è stato osservato nel gruppo in terapia con clorochina, nel gruppo sottoposto a terapia biologica, il rischio è risultato superiore alla media (oddo ratio: 1,3) mentre il rischio più alto è stato riscontrato nel gruppo in trattamento con prednisone (odd ratio: 2,7).

GOTTA
Ipouricemizzanti, finalmente delle novità

Battesimo del fuoco all’ACR 2004 per il febuxostat, inibitore non purinico della xantina ossidasi, un nuovo ipouricemizzante, in fase di sviluppo avanzata


 

Gli studi già pubblicati hanno chiaramente dimostrato l’efficacia del febuxostat, efficacia confermata...

ANTI-TNF
Confronto in situazione reale

Al di là dei risultati degli studi clinici, qual è l’efficacia dei diversi anti-TNF attualmente disponibili nei pazienti non selezionati?


Thierry Schaeverbeke, Bordeaux
 

Per rispondere a questa domanda molto pratica, un gruppo francese ha valutato la risposta ai diversi anti-TNF utilizzati in una coorte di 284 pazienti...

ARTROSI
Nel menu dell’ACR, vitamina D e agopuntura

Ricercare sistematicamente un’ipovitaminosi D e non trascurare l’agopuntura, due messaggi semplici ed efficaci trasmessi a San Antonio


David Felson, Boston, Etats-Unis
 

L’artrosi e il deficit di vitamina D sono frequenti tra gli anziani e tuttavia le interrelazioni tra queste due condizioni sono state finora scarsamente studiate.

ARTRITE REUMATOIDE
Inibizione dell’IL-15, un nuovo filone di trattamento

Nuovo target delle terapie biologiche, l’interleukina 15, la cui inibizione mirata è stata oggetto di valutazione su 110 pazienti


Ian McInnes, Glasgow, U.K.
 

I pazienti arruolati in questo studio presentavano un’artrite reumatoide evolutiva ma non erano mai stati trattati con terapie biologiche, né con alchilanti.

 

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