68° Congresso dell’American College of Rheumatology San Antonio-Texas, 16-21 ottobre 2004
20 ottobre
ARTRITE REUMATOIDE Ciò che conta è avere bel tempo
Tra i "Late breaking abstracts" dell’ACR 2004, quello riguardante i risultati a 2 anni dello studio TEMPO era particolarmente atteso dai medici presenti a San Antonio
Désirée van der Heijde, Maastricht
TEMPO (Trial of Etanercept and Methotrexate with Radiographic Patient Outcomes) è uno studio multicentrico che valuta, secondo criteri radiografici e in maniera randomizzata, tre opzioni terapeutiche nell’artrite reumatoide...
AR E FARMACOGENOMICA La farmacogenetica sempre
più vicina alla clinica
La valutazione del profilo genico diventa ogni giorno più concreta; tre studi presentati a San Antonio aprono la strada ad un futuro molto vicino, sia nel predire l’efficacia delle terapie, che il profilo dei potenziali effetti collaterali
Dinesh Khanna, Cincinnati
Genetica e progressione radiologica
Un gruppo di ricercatori dell’università dell’Ohio ha lavorato su una coorte di 190 pazienti affetti da artrite reumatoide in fase iniziale...
LUPUS Nefrite lupica, l’alternativa micofenolato
100 % di risposte parziali, 55 % di risposte complete; risultati che meritano attenzione
La nefrite lupica membranosa è una complicanza frequente e temibile del lupus; le opzioni terapeutiche per questa condizione sono al momento limitate.
CONDROCALCINOSI ANK, un gene essenziale
Grazie alla biologia molecolare e alla genetica, è stato messo in evidenza il ruolo chiave del gene ANK nella condrocalcinosi
Patrick Netter, Nancy
L’accumulo di pirofosfato inorganico extracellulare favorisce la formazione di cristalli di pirofosfato di calcio nella cartilagine. È un meccanismo fisiopatologico essenziale nelle condrocalcinosi articolari nelle quali è stato dimostrato il ruolo dell’ANK. Mutazioni di questo gene (situato sul braccio corto del cromosoma 5) sono in particolare chiamate in causa nelle forme familiari francesi.
SCLERODERMIA Blocco dei fattori di crescita, prima tappa all’ACR
Prima valutazione clinica per un anti-TGFß1, fattibilità e tollerabilità all’appuntamento
Neutralizzare l’iperattività del TGFß1, principale fattore di crescita implicato nella patogenesi della sclerodermia, rappresenta un target terapeutico logico. Un anticorpo umano ricombinante IgG4 diretto contro il TGFß1, il CAT-192, è stato dunque valutato contro placebo in un gruppo di 45 pazienti affetti da sclerodermia in stadio precoce, nell’ambito di uno studio multicentrico di fase I/II.
I pazienti sono stati randomizzati in 4 gruppi e sono stati trattati con CAT-192 (a tre dosaggi diversi), o con placebo. Il trattamento è stato somministrato il primo giorno dello studio, poi a distanza di 6, 12 e 18 settimane.