ARTRITE REUMATOIDE
La citrullina, al centro della prognosi
Nell’arco di qualche anno, gli anticorpi anticitrullina (anti-CCP) sono diventati un elemento chiave della diagnosi e della valutazione prognostica dell’artrite reumatoide

Ewa Berglin, Umea, Suède |
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Diversi gruppi di ricercatori hanno presentato dei lavori sulla valutazione del valore prognostico della presenza di anti-CCP sulla progressione radiologica a due anni nei pazienti di nuova diagnosi.
Un gruppo svedese di Umea ha studiato una coorte di 138 pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) di nuova diagnosi per 91 dei quali era noto lo stato sierologico prima dell’esordio della malattia, grazie ad un prelievo di sangue preliminare. I ricercatori hanno potuto così valutare l’impatto dello stato sierologico prima della comparsa della malattia (sia per quel che riguarda i diversi test reumatici che la presenza di anti-CCP) e dello stato clinico sull’evoluzione radiologica a 24 mesi di questi pazienti. Dei 91 pazienti valutabili, il 33,7% presentava anticorpi anriCCP prima dell’esordio della malattia (il 20 % era FR IgM+, il 36,9 % FR IgA+ e il 16,9 % FR IgG+). La correlazione di questo elemento è stata studiata su diversi parametri sia clinici che terapeutici e radiologici e ciò ha permesso di accertare chiaramente che la presenza di anti-CCP (e di FR IgA) prima dell’esordio della malattia è statisticamente correlato con un’evoluzione radiologica a 24 mesi; questo fenomeno è spia di una più marcata tendenza evolutiva della malattia. Da notare anche come la risposta terapeutica sia correlata all’abbassamento del tasso degli anti-CCP.
Nello stesso campo, un gruppo olandese ha studiato il valore predittivo degli anticorpi diretti contro il fibrinogeno citrullinato o ACF (Antibodies to Citrullinated Fibrinogen). Per fare ciò, è stata valutata una popolazione di 379 pazienti, 258 dei quali affetti da AR e 121 da poliartrite indifferenziata che, in entrambi i casi erano iniziate da meno di 2 anni. Questa popolazione è stata seguita per 2 anni e il criterio di valutazione è stato l’evoluzione radiologica. La presenza di questi anticorpi (ACF) si è rivelata anche in questo caso, un elemento predittivo sensibile (68,7%) e specifico (88,2 %) dell’evoluzione radiologica della malattia, con una correlazione identica alla presenza di antiCCP.
Piero Casabianca
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