CONNETTIVITI
HTAP, uno screening da sistematizzare
Appello alla mobilizzazione all’ACR per una presa in conto e in carico dell’ipertensione arteriosa polmonare nelle connettiviti
 Frederick Wigley, Baltimore |
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L’ipertensione arteriosa polmonare è la prima causa di morbilità e di mortalità nella sclerodermia e nelle connettivi miste e tuttavia viene ancora oggi diagnosticata ad uno stadio troppo avanzato. Per valutare la sua reale prevalenza la Johns Hopkins University (USA) ha effettuato un grosso studio dalle conclusioni molto pratiche. L’università ha creato un registro nazionale che riunisce 50 centri non accademici negli Usa e in Canada ed ha così potuto raccogliere i dati relativi a 85 pazienti che erano stati sottoposti ad ecografia sistematica. Tra questi pazienti, 122 presentavano una diagnosi accertata di ipertensione polmonare, mentre tra i 728 pazienti asintomatici, l’ecografia effettuata sistematicamente ha consentito di scoprire un’ipertensione polmonare nel 13% dei casi. Per l’autore dello studio, la conclusione di questa scoperta è semplice: è necessario che la comunità reumatologica passi all’azione, ricercando attraverso una ecografia sistematica annuale la presenza di ipertensione polmonare, in particolare nei pazienti a rischio elevato (età avanzata, forma cutanea limitata, particolare profilo di autoimmunità, prove respiratorie alterate, dispnea). Una raccomandazione che assume un significato particolare tanto più che gli antagonisti dei recettori per l’endotelina permettono un trattamento sintomatico sempre più efficace. In questo campo, sono in corso di valutazione dei nuovi antagonisti e Vallerie McLaughin (New York, USA) ha presentato all’ACR i risultati del sitaxsentan, un nuovo antagonista selettivo dell’endotelina, somministrato per via orale. Valutato nell’ambito di uno studio randomizzato multicentrico (STRIDE-1, comprendente 178 pazienti), consente a 6 mesi, un aumento significativo dell’autonomia di marcia. L’analisi presentata a San Antonio verteva sul sottogruppo di pazienti con ipertensione polmonare secondaria ad una connettivite e confermava i risultati positivi osservati.
Piero Casabianca
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